Praia a Mare, Praticò attacca De Lorenzo sui tributi: «Impegni disattesi»
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L’ex sindaco di Praia a Mare contesta l’amministrazione comunale su Imu, Tari, servizio idrico e recupero crediti. Al centro della polemica anche i residui non riscossi e il mancato ricorso a strumenti di rottamazione

15 maggio 2026
A Praia a Mare torna al centro del dibattito politico il tema dei tributi comunali. L’ex sindaco Antonio Praticò contesta l’amministrazione guidata da Antonino De Lorenzo per la gestione di Imu, Tari, servizio idrico e recupero crediti, accusando l’attuale maggioranza di non aver dato seguito agli impegni assunti quando era all’opposizione e durante la campagna elettorale.
La polemica riguarda in particolare il rapporto con la So.ge.t, società incaricata delle procedure di riscossione, e le conseguenze per cittadini e attività economiche con arretrati nei pagamenti. Nel testo diffuso da Praticò non è riportata una replica dell’amministrazione comunale.
La polemica sui tributi comunali a Praia a Mare
Praticò ricostruisce il passaggio politico dell’aprile 2022, quando in Consiglio comunale furono approvate le aliquote Imu e la manovra tariffaria. In quella occasione, secondo l’ex sindaco, Antonino De Lorenzo e l’attuale vicesindaco Malvarosa, allora consiglieri di opposizione, votarono contro.
La motivazione politica, ricorda Praticò, era legata al timore che una pressione fiscale elevata potesse gravare su cittadini e imprese, aumentando il rischio di insolvenza.
Quelle posizioni, secondo l’ex primo cittadino, sarebbero poi confluite nel programma elettorale della lista “Puntoeacapo”, con promesse di riduzione della spesa, abbassamento dei tributi, razionalizzazione dei servizi e una politica fiscale più equa.
Quali promesse contesta Antonio Praticò?
L’ex sindaco richiama in particolare gli impegni assunti in campagna elettorale su una possibile “pace fiscale” con il Comune, su piani di rientro sostenibili per famiglie e imprese in difficoltà e su una maggiore vicinanza ai cittadini con posizioni debitorie aperte.
«Oggi, a distanza di quattro anni, è legittimo chiedersi quale sia stato il seguito concreto di quegli impegni», scrive Praticò.
Secondo la sua ricostruzione, le tariffe dei servizi comunali avrebbero registrato aumenti significativi, «in alcuni casi persino raddoppiando». Il peso di Imu, Tari, servizio idrico e altri tributi sarebbe diventato, sempre secondo l’ex sindaco, «ormai insostenibile per molti cittadini».
Il nodo So.ge.t e il recupero dei crediti
Il punto più duro della nota riguarda la decisione di affidare il recupero dei crediti a una società esterna. Praticò sostiene che l’amministrazione De Lorenzo non avrebbe attivato quei piani di rientro «veri, percorribili e sostenibili» annunciati in campagna elettorale, scegliendo invece la strada della So.ge.t.
Il timore indicato dall’ex sindaco è che le procedure di riscossione possano aggravare la situazione di famiglie già in difficoltà, anche attraverso strumenti esecutivi.
Nella nota vengono richiamate alcune dichiarazioni pubbliche attribuite al sindaco De Lorenzo. Praticò cita testualmente: “ascolto ultimamente diverse lamentele sulla So.ge.t, sull’acqua, su quelle che sono delle tematiche che sono facili da cavalcare, soprattutto in termini politici. Ma di politico secondo me c’è ben poco, atteso che la So.ge.t tratta tributi da recuperare”.
Da qui l’interrogativo politico posto dall’ex sindaco: se oggi la questione dei tributi viene descritta come un tema tecnico, perché nel 2022 era uno dei principali terreni di confronto politico e uno dei pilastri della proposta elettorale?
Evasione o difficoltà economica reale?
Praticò insiste anche sulla necessità di distinguere tra chi non paga volontariamente e chi, invece, si trova in una condizione economica oggettivamente difficile.
Nella nota viene richiamata un’altra frase attribuita al sindaco De Lorenzo: “A casa mia la So.ge.t non ha scritto, a voi ha scritto? E se ha scritto, effettivamente quei tributi li dovete pagare? Sono queste le domande che bisogna fare per cercare di dare delle risposte che siano oggettivamente serie. Serie, perché i tributi vanno pagati. La So.ge.t recupera tributi che non vengono pagati da anni”.
Per Praticò, però, la questione non può essere ridotta al solo obbligo di pagamento. Il tema politico, sostiene, riguarda il modo in cui il Comune accompagna i cittadini nel rientro dalle posizioni debitorie e gli strumenti scelti per recuperare le somme.
I numeri sui residui contestati dall’ex sindaco
L’ex sindaco rivendica poi l’operato della propria amministrazione tra il 2017 e il 2020. Secondo Praticò, in quel periodo il recupero dei tributi sarebbe stato gestito nominando avvocati che operavano con la responsabile del contenzioso, con somme recuperate per circa 10 milioni di euro.
Nella sua ricostruzione, ciò sarebbe avvenuto senza ricorrere a fermi amministrativi di veicoli, pignoramenti di stipendi e pensioni o blocchi dei conti correnti.
La polemica si sposta quindi sui residui. Praticò sostiene che la sua amministrazione lasciò da recuperare, per il periodo 2007-2021, «2.548.844,44 euro per Imu, Tari, Acqua e lampade votive».
Secondo l’ex sindaco, l’attuale Giunta avrebbe deciso di mantenere quella somma in bilancio, riconoscendone la possibilità di riscossione.
Diverso, sempre secondo Praticò, il dato relativo alla gestione 2022-2025, periodo per il quale l’amministrazione De Lorenzo si troverebbe «a dover gestire una mole preoccupante di residui per tributi non riscossi di Euro 10.971.591,41».
Praticò: «L’incapacità di riscuotere è dell’attuale amministrazione»
Il passaggio politico più netto arriva quando Praticò attribuisce all’attuale amministrazione la responsabilità della mancata riscossione.
«La verità è che l’incapacità di riscuotere è un marchio di fabbrica dell’attuale amministrazione, non del passato», afferma l’ex sindaco.
Nel mirino finiscono anche lo smantellamento dell’Ufficio Tributi e la soppressione dell’Ufficio riscossioni, sostituito, nella ricostruzione di Praticò, dall’intervento della So.Ge.T. Sulla questione tributi era intervenuta anche la minoranza ed il sindaco De Lorenzo aveva poi replicato.
Quali conseguenze per cittadini e famiglie?
Nel finale della nota, l’ex sindaco torna sui possibili effetti per i cittadini: fermi amministrativi, pignoramenti di stipendi e pensioni, blocchi dei conti correnti.
Praticò contesta inoltre il mancato utilizzo degli strumenti previsti dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199, che a suo dire avrebbero consentito forme di “rottamazione” delle posizioni debitorie, con pagamento del dovuto senza sanzioni e oneri aggiuntivi.
«Siamo convinti che governare significa mantenere gli impegni assunti, ascoltare i bisogni reali della comunità e costruire soluzioni giuste, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione», conclude Praticò.
L’ex sindaco annuncia infine che continuerà a vigilare e a segnalare quelle che definisce incoerenze dell’attuale amministrazione.






























