Grisolia, sequestrata struttura balneare per occupazione abusiva del demanio marittimo
- 13 mag
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Operazione della Guardia Costiera di Maratea e dei Carabinieri di Scalea su mandato della Procura di Paola. I controlli riguardano la permanenza delle strutture sul demanio fuori stagione

13 maggio 2026
Una struttura balneare è stata sequestrata a Grisolia, sul Tirreno cosentino, per presunta occupazione abusiva del demanio marittimo. Il provvedimento preventivo è stato eseguito dal personale dell’Ufficio circondariale marittimo della Guardia Costiera di Maratea e dai Carabinieri della Compagnia di Scalea, su mandato della Procura della Repubblica di Paola, nell’ambito dei controlli avviati nei mesi scorsi sugli illeciti lungo la fascia costiera.
Sequestro preventivo sul demanio marittimo a Grisolia
L’intervento rientra in una più ampia attività investigativa finalizzata a verificare la regolarità delle strutture presenti sul demanio marittimo, con particolare attenzione alle concessioni e alla permanenza degli stabilimenti anche nei periodi non estivi.
Il sequestro disposto a Grisolia riguarda una struttura balneare ritenuta dagli inquirenti abusivamente insistente su area demaniale. Si tratta di un provvedimento di natura preventiva, adottato per impedire la prosecuzione dell’eventuale illecito e consentire ulteriori verifiche sulla posizione amministrativa e giuridica dell’attività.
L’operazione della Guardia Costiera e dei Carabinieri
A eseguire il provvedimento sono stati i militari della Guardia Costiera di Maratea, competente sul tratto di litorale interessato, insieme ai Carabinieri della Compagnia di Scalea. L’attività è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Paola, che da mesi sta concentrando l’attenzione su possibili irregolarità nell’uso del demanio marittimo.
Il nodo principale riguarda la natura delle concessioni e la permanenza, durante il periodo invernale, di strutture che pur essendo amovibili potrebbero richiedere specifici titoli autorizzativi.
Cosa verificano gli investigatori?
Gli accertamenti puntano a chiarire se le strutture siano rimaste sul demanio in presenza di titoli validi oppure se la permanenza sia avvenuta oltre i limiti consentiti dalle autorizzazioni.
In particolare, la Procura e le forze dell’ordine stanno verificando i casi in cui la presenza delle opere nel periodo invernale sia compatibile o meno con concessioni di tipo “stagionali”.
Il precedente di Santa Maria del Cedro
L’operazione di Grisolia si inserisce nello stesso filone di controlli che nei mesi scorsi aveva già interessato il vicino Comune di Santa Maria del Cedro. In quel caso, l’attività investigativa aveva portato al sequestro prima di quattro e poi fino a dieci strutture balneari.
I sequestri eseguiti a Santa Maria del Cedro sono stati successivamente convalidati dal Gip di Paola. I legali degli imprenditori coinvolti hanno poi presentato ricorso al Tribunale del Riesame, che sarà chiamato a valutare la legittimità dei provvedimenti adottati.
Demanio marittimo e concessioni: il punto dell’inchiesta
Al centro degli accertamenti non c’è soltanto la presenza fisica delle strutture sul litorale, ma soprattutto il rapporto tra concessione, durata dell’autorizzazione e permanenza delle opere fuori dalla stagione balneare.
La questione riguarda un tema rilevante per molti comuni costieri: la distinzione tra strutture amovibili autorizzate per l’attività estiva e manufatti che restano installati sul demanio anche nei mesi invernali.
Per gli investigatori, proprio questo passaggio può fare la differenza tra una presenza regolare e una possibile occupazione abusiva di area demaniale.
Quali sono le possibili conseguenze?
Il sequestro preventivo non equivale a una condanna, ma rappresenta una misura cautelare reale disposta nell’ambito delle indagini. Saranno gli ulteriori accertamenti a stabilire la posizione dei soggetti interessati e la regolarità dei titoli concessori.
La vicenda resta quindi aperta sul piano giudiziario e amministrativo. Dopo il caso di Santa Maria del Cedro, anche Grisolia entra nel perimetro delle verifiche avviate lungo il litorale dell’Alto Tirreno cosentino.









