Giro d’Italia 2026, sequestrati 14mila gadget non conformi tra Praia a Mare e Scalea
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La Guardia di Finanza della tenenza di Scalea coordinata dal comando provinciale di Cosenza ha intensificato i controlli durante la tappa Praia a Mare-Potenza: sanzione amministrativa da oltre 25mila euro per un venditore non autorizzato

14 maggio 2026
La Guardia di Finanza della tenenza di Scalea, coordinata dal comando provinciale di Cosenza ha sequestrato circa 14mila articoli con il logo del Giro d’Italia 2026 durante i controlli eseguiti in occasione della quinta tappa Praia a Mare-Potenza. L’intervento, condotto dai finanzieri della Tenenza di Scalea, ha portato all’individuazione di un soggetto non autorizzato alla vendita di gadget simili a quelli ufficiali della manifestazione. Contestata anche una sanzione amministrativa superiore a 25mila euro.
Controlli della Guardia di Finanza durante la tappa Praia a Mare-Potenza
L’operazione rientra nel piano disposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza in occasione del 109° Giro d’Italia. L’obiettivo è contrastare la vendita di prodotti irregolari, la commercializzazione di merce non conforme e le condotte riconducibili al cosiddetto “Ambush Marketing”, definito nella nota come “pubblicizzazione e commercializzazione parassitarie, fraudolente, ingannevoli o fuorvianti”.
I controlli sono stati rafforzati lungo il territorio interessato dal passaggio della corsa rosa, con particolare attenzione alla vendita ambulante e alla distribuzione di articoli collegati all’evento sportivo.
Cosa è stato sequestrato
Secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, i militari hanno sequestrato circa 14mila prodotti messi in vendita al pubblico. Tra gli articoli individuati figurano:
Articoli sequestrati | Irregolarità contestate |
Cappellini | Mancanza di informazioni obbligatorie |
T-shirt | Dati incompleti su origine e composizione |
Borse | Assenza di indicazioni in lingua italiana |
Bandane | Mancanza di dati su importatore e distributore |
Gadget vari | Caratteristiche non conformi a quanto dichiarato |
La merce, secondo gli accertamenti, era priva delle indicazioni previste dalla normativa a tutela dei consumatori. In alcuni casi, i prodotti riportavano caratteristiche non conformi rispetto a quanto dichiarato sulle confezioni.

Perché i prodotti non conformi sono un rischio per i consumatori?
La Guardia di Finanza sottolinea che l’assenza dei requisiti di conformità non incide soltanto sulla concorrenza tra operatori economici, ma può rappresentare anche un rischio per chi acquista.
I prodotti non regolari possono infatti essere venduti a prezzi più competitivi rispetto a quelli conformi, alterando il mercato e penalizzando gli operatori che rispettano le regole. Ma il profilo più delicato riguarda la sicurezza.
Secondo la nota, qualora immessi sul mercato, tali articoli avrebbero potuto creare “un concreto pericolo per la salute e l’incolumità dei potenziali acquirenti, in particolare per i bambini”.
La tutela del mercato e della concorrenza
L’azione dei finanzieri si inserisce in un piano più ampio di contrasto alla diffusione di prodotti non conformi agli standard di sicurezza previsti dalla normativa nazionale ed europea.
L’obiettivo è duplice: proteggere i consumatori e garantire condizioni di concorrenza corrette. La Guardia di Finanza richiama infatti l’esigenza di assicurare “un mercato competitivo, nel quale gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni di sana concorrenza”.































