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Scalea, stop alla nuova palazzina per le Forze dell’Ordine: il Comune punta sull’ex Giudice di Pace

  • 28 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

La Giunta prende atto della non realizzabilità del progetto approvato nel 2019 e tenta di salvare il finanziamento regionale da 1,1 milioni con una rimodulazione dell’intervento



La struttura dell'ex tribunale di Scalea


13 maggio 2026



La nuova palazzina destinata agli alloggi di servizio per le Forze dell’Ordine a Scalea non sarà più realizzata secondo il progetto approvato nel 2019. La Giunta comunale guidata dal sindaco Mario Russo ha preso atto della “sopravvenuta non realizzabilità dell’opera” e ha avviato un percorso alternativo per provare a salvaguardare il finanziamento regionale da 1 milione e 100mila euro: recuperare l’immobile comunale dell’ex Giudice di Pace e destinarlo alla stessa funzione.

La decisione è contenuta in una deliberazione approvata dall’esecutivo comunale, con la quale l’amministrazione prende formalmente atto dell’impossibilità di procedere con l’intervento originario e demanda al Settore Lavori Pubblici la predisposizione degli atti necessari per una nuova proposta alla Regione Calabria.




Perché non si farà più la nuova palazzina?

Il progetto iniziale rientrava nel programma regionale per la realizzazione di alloggi di servizio per le Forze dell’Ordine, approvato dalla Regione Calabria nel 2016 e poi rettificato nel 2017.

Con decreto dirigenziale del 18 ottobre 2017, il Comune di Scalea era stato inserito tra gli enti beneficiari del contributo. Nel marzo 2019 la Giunta comunale aveva approvato il progetto esecutivo del primo stralcio funzionale, per un importo complessivo di 1,1 milioni di euro, di cui 920mila euro destinati ai lavori.

La gara d’appalto era stata aggiudicata nel 2020 a un’associazione temporanea di imprese, con un ribasso del 13,37 per cento e un importo contrattuale superiore a 805mila euro.

L’opera, però, non è mai partita. Nella delibera viene richiamata la determinazione del 28 aprile 2022 con cui il Comune dispose lo svincolo della polizza fideiussoria dell’impresa aggiudicataria, attestando che “le opere non hanno mai avuto inizio”.



Le criticità amministrative e finanziarie

Tra gli elementi che hanno impedito l’avvio dell’intervento, l’atto richiama “rilevanti problematiche amministrative e finanziarie” legate alla posizione debitoria dell’Ente nei confronti della Regione Calabria.

Le criticità indicate riguardano in particolare canoni demaniali, rifiuti e partite compensative. Secondo quanto riportato nella deliberazione, tali circostanze hanno inciso sull’effettiva erogazione delle somme finanziate e sulla possibilità concreta di avviare i lavori.

Nel frattempo sono scaduti anche i termini previsti dalla convenzione sottoscritta nel 2019 tra Regione Calabria e Comune di Scalea. La proroga concessa dalla Regione aveva fissato al 29 aprile 2024 il termine ultimo per la conclusione dei lavori.

Successivamente, con note inviate tra ottobre 2024 e febbraio 2025, la Regione Calabria ha avviato il procedimento di revoca del finanziamento, evidenziando “l’assenza di avanzamento dell’intervento”, il decorso dei termini e la mancata trasmissione degli aggiornamenti richiesti sullo stato di attuazione.




Quanto pesa l’aumento dei costi di costruzione?

Un altro punto centrale riguarda il mutato scenario economico rispetto al 2019. La Giunta evidenzia che “risultano radicalmente mutati i costi di costruzione rispetto al quadro economico approvato nel 2019”, a causa dell’aumento dei prezzi dei materiali e delle lavorazioni.

Per l’amministrazione comunale, il quadro complessivo porta a una conclusione netta: “non sussistono le condizioni tecnico-amministrative e finanziarie per la realizzazione della nuova palazzina secondo il progetto originariamente approvato”.

Da qui la scelta di abbandonare l’ipotesi della costruzione ex novo e di tentare una rimodulazione dell’intervento.



La nuova ipotesi: recuperare l’ex Giudice di Pace

La soluzione alternativa individuata dal Comune riguarda l’ex Giudice di Pace, immobile di proprietà comunale che potrebbe essere rifunzionalizzato e destinato agli alloggi di servizio per le Forze dell’Ordine operanti sul territorio.

La Giunta ritiene che questa strada possa consentire tre obiettivi:

Obiettivo

Effetto previsto

Recupero dell’immobile esistente

Valorizzazione del patrimonio comunale

Riduzione dei costi

Intervento meno oneroso rispetto a una nuova costruzione

Salvaguardia del contributo

Possibile mantenimento del finanziamento regionale

Nel provvedimento viene sottolineato che l’alternativa permetterebbe “il recupero e la valorizzazione di un immobile comunale esistente”, il contenimento dei costi rispetto alla realizzazione di una nuova palazzina e “la possibile salvaguardia del finanziamento regionale”.



Cosa dovrà fare ora il Comune di Scalea?

Il percorso non è automatico. La Giunta ha demandato al Settore Lavori Pubblici la predisposizione di uno studio di fattibilità tecnico-economica, la redazione di un nuovo quadro economico e di un nuovo cronoprogramma.

Gli uffici dovranno inoltre avviare tutte le attività necessarie per chiedere alla Regione Calabria una nuova convenzione, indispensabile per tentare di mantenere il contributo e rimodulare l’intervento.

L’obiettivo resta quello originario: garantire alloggi di servizio alle Forze dell’Ordine presenti a Scalea. Cambia però la modalità: non più una nuova palazzina, ma il recupero di un edificio comunale già esistente.



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