Belvedere Marittimo esclusa dai fondi contro il rischio idrogeologico, Futura attacca Cascini
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Il consigliere Filippo Perrone contesta le scelte dell’amministrazione comunale: «Zero euro al noto paese delle frane». Nel mirino la richiesta da 2,5 milioni per il litorale e non per le contrade a rischio

14 maggio 2026
A Belvedere Marittimo si infittisce lo scontro politico dopo l’esclusione del Comune dai finanziamenti ministeriali per la mitigazione del rischio idrogeologico. A contestare l’amministrazione guidata dal sindaco Cascini è Filippo Perrone, consigliere del gruppo d’opposizione Futura, che punta il dito contro le priorità scelte dall’ente dopo la pubblicazione degli elenchi ministeriali e la mancata assegnazione di risorse al territorio.
Il caso dei fondi ministeriali: Belvedere resta senza risorse
Al centro della polemica, in replica al sindaco Vincenzo Cascini, c’è la mancata erogazione di contributi per interventi legati al dissesto idrogeologico. Secondo Perrone, il dato politico sarebbe netto: «Belvedere Marittimo, che è il noto paese delle frane, ha avuto zero euro di finanziamento».
Il Comune, in base a quanto ricostruito nella nota politica, sarebbe risultato tecnicamente ammesso in graduatoria, ma senza ottenere fondi a causa di parametri ministeriali collegati al rapporto tra risultato di amministrazione ed entrate finali, indicato per l’ente al 7,89%.
Per l’opposizione, però, l’ammissione formale non basterebbe a ridimensionare il problema, anche perché avrebbe riguardato la quasi totalità degli oltre 8.200 Comuni richiedenti su scala nazionale.
Perché Futura contesta la scelta del progetto?
Il punto centrale dell’attacco non riguarda solo il meccanismo ministeriale di valutazione, ma la scelta politica compiuta dall’amministrazione comunale.
Futura critica la decisione di destinare la richiesta di 2,5 milioni di euro alla riqualificazione del litorale cittadino, anziché alle zone periferiche interessate da smottamenti e criticità idrogeologiche. In alcune aree, secondo quanto riferito dall’opposizione, diverse famiglie sarebbero già state raggiunte da ordinanze di sgombero.
«Noi però abbiamo criticato la scelta politica sulla tipologia di progettazione», ha dichiarato Perrone, sostenendo che il rifacimento del lungomare, pur ritenuto utile sul piano del decoro urbano, non avrebbe la stessa urgenza degli interventi necessari per la pubblica incolumità nelle contrade più esposte al rischio frane.
Il piano alternativo proposto dall’opposizione
Secondo Perrone, il Comune avrebbe potuto seguire una strategia diversa, mettendo insieme più fonti di finanziamento.
L’ipotesi indicata da Futura prevedeva di sommare:
Fonte di risorse | Importo indicato | Finalità secondo Futura |
Finanziamento ministeriale richiesto | 2,5 milioni di euro | Mitigazione rischio idrogeologico |
Mutuo con Cassa Depositi e Prestiti | 1 milione di euro | Risorse oggi destinate alle strade |
Dotazione complessiva ipotizzata | 3,5 milioni di euro | Interventi nelle frazioni più a rischio |
Per il gruppo di opposizione, una programmazione di questo tipo avrebbe potuto creare una dotazione più consistente, capace di intervenire sulle criticità strutturali del territorio e non solo sulla riqualificazione del fronte mare.
Scontro anche su Pnrr e conti comunali
La polemica si è poi allargata alla gestione finanziaria del Comune e ai fondi intercettati negli ultimi anni. Perrone ha replicato alle rivendicazioni del sindaco Cascini sui risultati ottenuti per le casse comunali, mettendo in discussione l’attribuzione politica di una parte delle risorse.
In particolare, il consigliere di Futura ha richiamato i fondi Pnrr, sostenendo che una quota rilevante non sarebbe riconducibile all’attuale esecutivo: «Gli altri 10 milioni di euro sono ascrivibili al commissario».
Un passaggio che punta a ridimensionare, nella lettura dell’opposizione, il ruolo della giunta nella capacità progettuale e nella captazione dei finanziamenti.
Il nodo dei debiti fuori bilancio
Non meno duro il passaggio sui conti dell’ente. Perrone ha risposto anche alle accuse di immobilismo rivolte all’opposizione e alle allusioni sui precedenti buchi contabili del municipio.
Il consigliere ha richiamato i pronunciamenti della magistratura contabile sulle cause del dissesto e ha ribattuto direttamente al sindaco: «5 milioni di euro di debiti fuori bilancio, circa 5 milioni di euro fuori bilancio, non li ho fatti io, caro sindaco».
La vicenda conferma un clima politico teso a Belvedere Marittimo, dove il tema del rischio idrogeologico si intreccia con la gestione delle risorse pubbliche, le priorità amministrative e il confronto sulle responsabilità finanziarie del passato e del presente.






























