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Sequestro armi Calabria: la Guardia di Finanza scopre un secondo arsenale a Gioia Tauro

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  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Guardia di Finanza Reggio Calabria  sequestro armi ed esplosivi


10 febbraio 2026


La Guardia di Finanza di Reggio Calabria, nell'ambito di un piano straordinario di controllo del territorio, ha effettuato un nuovo sequestro di armi ed esplosivi nella Piana di Gioia Tauro (RC) per smantellare la potenza di fuoco delle organizzazioni criminali locali. L’operazione, culminata con l’arresto in flagranza di due soggetti, ha portato al rinvenimento di un deposito hi-tech con ordigni telecomandati e oltre 5.000 munizioni all'interno di un capannone industriale apparentemente anonimo.



Nuovo sequestro armi Calabria: i dettagli dell'operazione a Gioia Tauro

L'intervento dei finanzieri del Comando Provinciale non è isolato. Questa operazione segue di pochi giorni un precedente colpo inflitto ai clan, segno di una pressione costante sul territorio. Intensificando le perlustrazioni dopo il primo ritrovamento, le fiamme gialle hanno individuato una rimessa situata a breve distanza dal sito precedente, utilizzata come vera e propria base logistica per l'armamento pesante.


sequestro armi Gioia Tauro


Armi, esplosivo plastico e detonatori a distanza

All'interno del capannone, i militari hanno rinvenuto un arsenale pronto all'uso che evidenzia la pericolosità delle locali organizzazioni. Nello specifico, sono stati posti sotto sequestro:

  • 5.000 munizioni di vario calibro;

  • Un fucile mitragliatore e due pistole;

  • Due panetti di esplosivo al plastico e una bomba a mano;

  • Un sofisticato sistema telecomandato per la detonazione a distanza.

I due soggetti sorpresi all'interno della struttura sono stati tratti in arresto mentre tentavano di mettere in sicurezza il carico. Uno di loro è stato trovato in possesso di 5.000 euro in contanti.



Le indagini sul traffico di armi internazionale e il Dark Web


Il focus degli inquirenti si sposta ora sulla provenienza degli armamenti. Le autorità ipotizzano che il sequestro armi in Calabria sia la punta dell'iceberg di una rete più vasta. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi guidata dal Dott. Emanuele Crescenti, mirano a verificare se l'approvvigionamento sia avvenuto tramite trafficanti esteri o canali illegali sul web.

Complessivamente, tra questa e la precedente operazione, il bilancio è impressionante: 15 pistole, 4 mitragliatrici, esplosivi militari e migliaia di proiettili sottratti alla disponibilità della 'ndrangheta, neutralizzando una minaccia imminente per la sicurezza pubblica.



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