Sequestro armi in Calabria: la Guardia di Finanza scopre un arsenale nella Piana di Gioia Tauro
- 29 gen
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Operazione a Reggio Calabria: rinvenute mitragliatrici Uzi e Skorpion durante un controllo del territorio
29 gennaio 2026
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, oggi, hanno portato a termine un importante sequestro di armi in Calabria, individuando un deposito clandestino in un’area rurale isolata della Piana di Gioia Tauro. L’operazione è scattata a seguito di una perlustrazione mirata al contrasto della criminalità organizzata locale, permettendo di sottrarre alle cosche un micidiale arsenale pronto all'uso.
Il ritrovamento: il fusto interrato nella Piana di Gioia Tauro
L’attenzione dei finanzieri è stata attirata da un dettaglio insolito. A causa delle abbondanti piogge dei giorni scorsi, il terreno ha ceduto portando alla luce la parte superiore di un fusto di plastica tumulato illegalmente.
Il contenitore, nascosto in una zona impervia e di difficile accesso, fungeva da magazzino sicuro per i clan della zona. Una volta aperto, i baschi verdi si sono trovati di fronte a una dotazione bellica di estrema pericolosità, confermando l'efficacia del dispositivo di prevenzione messo in atto sul territorio reggino.

I dettagli del sequestro armi in Calabria: mitragliatrici e pistole con matricola abrasa
L'inventario dell'arsenale sequestrato rivela la potenza di fuoco della criminalità locale. Tra il materiale rinvenuto e posto sotto sequestro figurano:
3 Pistole mitragliatrici: tra cui una leggendaria UZI di fabbricazione israeliana e due Skorpion, armi note per l'elevata cadenza di tiro e compattezza.
9 Pistole semi-automatiche e 4 pistole a tamburo.
Silenziatori e armi con matricola abrasa, modifiche tipiche per rendere i pezzi non tracciabili e adatti a esecuzioni o attività intimidatorie.
Contrasto alla criminalità organizzata: l'impatto dell'operazione
Questo sequestro di armi in Calabria rappresenta un duro colpo per i sodalizi criminali della Piana. Secondo gli inquirenti, la disponibilità di tali strumenti sarebbe servita per compiere gravi azioni delittuose o per consolidare il controllo del territorio attraverso la forza.
L’attività si inserisce in un più ampio piano di monitoraggio della provincia di Reggio Calabria, volto a disarmare le consorterie criminali e garantire la sicurezza dei cittadini in aree storicamente sensibili.
Il video
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