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Cadavere a Scalea: il mare restituisce resti umani sulla spiaggia

  • Immagine del redattore: miocomune.tv
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  • 12 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Sulla spiaggia di Scalea il ritrovamento di un cadavere

Cadavere a Scalea trovato sulla battigia: indagini in corso, i resti del corpo recuperati dal servizio funebre Tarallo saranno trasferiti a Catanzaro per gli esami del caso



8 febbraio 2026


Il mare ha restituito resti umani a Scalea, lungo la spiaggia nella zona sud del territorio, nei pressi della pineta dell’area frangivento. Il ritrovamento è avvenuto nei giorni scorsi, quando una coppia che passeggiava sul litorale con il cane ha notato quello che inizialmente sembrava un arbusto. Avvicinandosi, i due hanno scoperto che si trattava della parte centrale di un corpo umano, probabilmente rimasto a lungo in mare. Le indagini puntano ora a chiarire identità e provenienza del cadavere, che potrebbe appartenere a una persona dispersa nel Mediterraneo.



Cadavere a Scalea scoperto da una coppia in passeggiata

La segnalazione è partita immediatamente dopo la scoperta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Scalea, che hanno effettuato i rilievi e delimitato l’area per consentire le operazioni di polizia giudiziaria. La scena si è presentata particolarmente complessa: il corpo, sfigurato e privo di arti, potrebbe essere rimasto per mesi in balìa delle correnti marine.

Secondo le prime ipotesi investigative, i resti potrebbero appartenere a una donna, ma si tratta di valutazioni preliminari che dovranno essere confermate dagli esami medico-legali.



Cadavere a Scalea: possibile esame del Dna per l’identificazione

Dopo i primi accertamenti, il cadavere è stato affidato al servizio funebre in attesa dell’ispezione cadaverica del medico legale. Successivamente l’autorità giudiziaria potrebbe disporre il trasferimento a Germaneto di Catanzaro per approfondimenti scientifici.

Il prelievo del Dna potrebbe rappresentare l’unica strada per tentare un’identificazione. Gli investigatori valuteranno la compatibilità con eventuali segnalazioni di persone disperse, italiane o straniere, considerando che il corpo potrebbe aver viaggiato a lungo nel Mediterraneo prima di essere trascinato a riva.



Un cadavere senza nome e il mistero della provenienza

Al momento non esistono elementi certi sull’identità della vittima. L’assenza di documenti e le condizioni dei resti rendono le operazioni estremamente delicate. Gli inquirenti non escludono alcuna pista, mantenendo il massimo riserbo sugli sviluppi.

La vicenda riaccende l’attenzione sui numerosi casi irrisolti legati a persone scomparse in mare, dove il tempo e le correnti possono cancellare tracce fondamentali. Solo gli esami scientifici potranno fornire risposte su una storia che, per ora, resta senza nome.

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