Rsa San Nicola Arcella, interrogazione Scutellà in Regione
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Rsa San Nicola Arcella al centro del dibattito regionale dopo la sentenza del Tar sulla gestione della struttura

29 marzo 2026 -
La consigliera regionale Elisa Scutellà ha presentato un’interrogazione sulla RSA San Francesco di Paola di San Nicola Arcella dopo la sentenza del Tar Calabria che ha annullato gli atti di gara sulla gestione della struttura. La vicenda riguarda circa 60 utenti e 80 lavoratori e apre una fase di incertezza su servizio e occupazione.
Cosa succede dopo la sentenza del Tar sulla RSA
La situazione della Rsa San Francesco di Paola di San Nicola Arcella, struttura sanitaria assistenziale dell’alto Tirreno cosentino, è finita al centro di un’interrogazione regionale presentata dalla consigliera Elisa Scutellà al presidente della Giunta regionale.
L’atto ispettivo chiede alla Regione Calabria di chiarire quali iniziative intenda adottare per garantire:
la tutela dei lavoratori
la continuità del servizio assistenziale
la trasparenza amministrativa
la regolarità delle future gare per la gestione
La vicenda nasce dopo la sentenza del Tar Calabria che ha annullato gli atti di gara relativi alla gestione della struttura sanitaria.
I numeri della struttura sanitaria di San Nicola Arcella
Utenti e lavoratori coinvolti
La residenza sanitaria assistenziale rappresenta un presidio sanitario importante per il territorio dell’alto Tirreno cosentino e ospita:
circa 60 utenti, in prevalenza anziani
circa 80 operatori tra personale sanitario, assistenziale e amministrativo
Proprio la fase successiva alla decisione del tribunale amministrativo ha aperto una situazione di incertezza sul futuro della gestione e sui livelli occupazionali.
Le dichiarazioni della consigliera regionale Scutellà
Nell’interrogazione depositata in Consiglio regionale, la consigliera ha evidenziato la situazione dei lavoratori e delle famiglie degli ospiti della struttura.
“Parliamo di 80 lavoratori che vivono nell’incertezza e di decine di famiglie che chiedono garanzie sulla qualità e continuità delle cure per i propri cari”.
Secondo la consigliera regionale, la Regione dovrà svolgere un ruolo di vigilanza e indirizzo in una fase considerata delicata sia sotto il profilo sanitario sia sotto quello occupazionale, anche alla luce delle preoccupazioni espresse dai sindaci del territorio e dalle organizzazioni sindacali.
“È prioritario che la Regione Calabria faccia sentire la propria presenza. I sindaci del territorio e le organizzazioni sindacali hanno già espresso forte preoccupazione: occorre rispondere con atti chiari che garantiscano la permanenza di un servizio pubblico essenziale e la dignità del lavoro”.
Il Consiglio di Stato e la gestione della struttura
Vicenda amministrativa ancora aperta
Sulla gestione della struttura si è espresso recentemente anche il Consiglio di Stato, che ha dato ragione alla cooperativa subentrante rispetto a quella che sta per lasciare la struttura.
La vicenda resta quindi aperta in attesa delle determinazioni regionali e delle nuove procedure amministrative che dovranno definire il futuro della struttura sanitaria e dei lavoratori coinvolti.






























