Guardia di Finanza, operazione contro il "flagging out": scoperte 6 imbarcazioni estere non dichiarate al Fisco
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Oltre 159mila euro occultati all'Erario da residenti italiani attraverso l'immatricolazione di natanti all'estero. Dopo i controlli aeronavali, scattano le segnalazioni all'Agenzia delle Entrate

22 maggio 2026
Sei imbarcazioni formalmente battenti bandiera estera, ma di fatto gestite da residenti in Italia, sono state scoperte dalla Guardia di Finanza del Roan (Reparto Operativo Aeronavale) di Vibo Valentia in quanto completamente sconosciute al Fisco. L'operazione ha permesso di far emergere un patrimonio nautico del valore di 159.500 euro, indebitamente sottratto agli obblighi di trasparenza fiscale.
Le Fiamme Gialle pitagoriche hanno condotto una complessa attività di analisi incrociando le risultanze dei controlli ordinari, effettuati in mare e nelle aree portuali, con gli approfondimenti investigativi sulle banche dati del Corpo. L'obiettivo: contrastare l'evasione fiscale sulle coste calabresi, aree ad alta vocazione turistica.

I numeri dell'operazione
Dettaglio | Dati dell'intervento |
Reparto operante | Guardia di Finanza – ROAN Vibo Valentia |
Valore accertato | € 159.500,00 |
Verbali redatti | 6 processi verbali di constatazione |
Violazione contestata | Omessa dichiarazione nel Quadro RW (Dichiarazione dei redditi) |
Autorità competente | Agenzia delle Entrate (per l'irrogazione delle sanzioni) |
Che cos'è il "flagging out" e come viene usato per evadere il Fisco?
Al centro delle indagini vi è il fenomeno del cosiddetto "flagging out". Si tratta di una strategia fiscale ed economica adottata da alcuni cittadini per eludere il sistema tributario nazionale.
Come documentato dalle indagini, la dinamica si sviluppa in tre fasi principali:
Immatricolazione estera: il proprietario italiano registra l'imbarcazione da diporto in un Paese straniero.
Abbattimento dei costi: la bandiera estera viene sfruttata per ridurre drasticamente i costi gestionali e le polizze assicurative.
Occultamento all'Erario: il bene viene deliberatamente omesso dalla Dichiarazione dei Redditi, sottraendosi agli obblighi di trasparenza.
La normativa italiana in materia di monitoraggio fiscale parla chiaro: i residenti in Italia hanno l'obbligo di dichiarare puntualmente il possesso di beni mobili registrati all'estero compilando il quadro RW della propria dichiarazione dei redditi. L'omissione di tale adempimento ha lo scopo di mascherare la reale capacità contributiva del soggetto e viene sanzionata in misura proporzionale al valore del bene stesso.
Le indagini e le sanzioni in arrivo
L'incrocio dei dati ha permesso ai finanzieri di accertare che i natanti, pur navigando in acque nazionali, operavano in totale "estraneità al Fisco italiano". A conclusione delle indagini, i militari hanno trasmesso 6 processi verbali di constatazione per irregolarità ai competenti uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate. Sarà ora compito di quest'ultima procedere con l'irrogazione delle pesanti sanzioni pecuniarie ai danni dei proprietari delle imbarcazioni individuate.
L'operazione, coordinata dalla componente aeronavale, evidenzia un aspetto cruciale del controllo del territorio. L'insieme delle attività "testimonia l’impegno della Guardia di Finanza nel presidio della legalità economica e nel contrasto all’evasione fiscale", confermandone il ruolo centrale nel "garantire equità, trasparenza e rispetto delle normative a tutela dell’economia".






























