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Operazione Baia Bianca, in libertà Gerardo Leo dopo l’interrogatorio

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Il Gip distrettuale antimafia di Catanzaro ha revocato la custodia cautelare in carcere per Gerardo Leo; accolte le eccezioni della difesa sulle esigenze cautelari



Baia Bianca, il Gip rimette in libertà Gerardo Leo

22 maggio 2026


Il Gip distrettuale antimafia di Catanzaro, Arianna Roccia, ha disposto la revoca della custodia cautelare in carcere e l’immediata liberazione di Gerardo Leo, indagato nell’ambito dell’operazione “Baia Bianca”. La decisione è arrivata dopo l’interrogatorio di garanzia e l’accoglimento delle eccezioni presentate dalla difesa.



Revocata la custodia in carcere per Leo Gerardo

Prima scarcerazione nell’ambito dell’operazione “Baia Bianca”, l’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Scalea.

Il provvedimento riguarda Gerardo Leo, detenuto nel carcere di Avellino dopo l’esecuzione della misura cautelare scattata nelle prime ore del mattino del 19 maggio in Calabria, Campania, Sicilia ed Emilia-Romagna.

Il Gip distrettuale antimafia di Catanzaro, Arianna Roccia, dopo l’interrogatorio di garanzia, ha disposto la revoca della misura della custodia cautelare in carcere e l’immediata liberazione dell’indagato.



Che cosa prevede l’inchiesta “Baia Bianca”?

L’operazione aveva portato all’arresto di quattordici persone, ritenute a vario titolo responsabili, secondo l’impostazione accusatoria, di aver costituito un’associazione dedita alla produzione, detenzione, traffico e spaccio illecito di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina.

L’attività, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stata operativa a Scalea e nei territori limitrofi.



Le indagini tra Tirreno cosentino e Valle del Noce

Le indagini avrebbero consentito di delineare una rete di corrieri incaricati di trasportare lo stupefacente dalla Campania verso la Calabria.

Secondo la ricostruzione accusatoria, l’organizzazione avrebbe potuto contare anche su una rete di pusher attivi sul Tirreno cosentino e nella Valle del Noce, con il supporto di due basi logistiche individuate a Scalea.

Si tratta, tuttavia, di contestazioni ancora nella fase cautelare del procedimento. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.




Perché il Gip ha disposto la scarcerazione?

Durante l’interrogatorio di garanzia, il difensore di fiducia di Gerardo Leo, l’avvocato Arturo Bova, presente anche per delega dell’avvocato Fulvio Leo del foro di Salerno, ha contestato la permanenza delle esigenze cautelari.

La difesa ha evidenziato “l’assoluta mancanza di esigenze cautelari”, sostenendo che lo stile e le scelte di vita dell’indagato, comprovate documentalmente, militassero “in maniera inequivoca a favore di una prognosi de libertate favorevole”.

Le eccezioni difensive, alla luce della documentazione prodotta, sono state accolte dal Gip, che ha quindi disposto la revoca della custodia in carcere e la liberazione immediata di Gerardo Leo.



La scheda della vicenda

Elemento

Dettaglio

Operazione

“Baia Bianca”

Autorità giudiziaria

Dda di Catanzaro

Forza operante

Carabinieri della Compagnia di Scalea

Misure eseguite

14 arresti

Territori coinvolti

Calabria, Campania, Sicilia, Emilia-Romagna

Indagato scarcerato

Gerardo Leo

Decisione

Revoca della custodia cautelare in carcere

Giudice

Gip distrettuale antimafia Arianna Roccia



Quali sono le prossime fasi?

La decisione del Gip riguarda il profilo cautelare di Gerardo Leo e non incide sul merito dell’inchiesta, che prosegue secondo le ordinarie fasi del procedimento penale.

La scarcerazione rappresenta però un primo passaggio significativo dopo l’esecuzione dell’operazione “Baia Bianca”, perché il giudice ha ritenuto fondate le argomentazioni difensive sulla mancanza delle esigenze cautelari per l’indagato.




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