Belvedere, fondi persi: conti troppo sani, e Cascini si ricandida
- 12 mag
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Il sindaco di Belvedere Marittimo respinge le accuse sul bando per il dissesto idrogeologico: "Progetto valido, ma il Ministero ha premiato gli enti in deficit". In vista delle elezioni lancia la sfida alle opposizioni

12 maggio 2026
A Belvedere Marittimo il mancato ottenimento dei fondi ministeriali contro il dissesto idrogeologico non è legato a errori progettuali o carenze tecniche, ma a un vero e proprio paradosso contabile: le casse del Comune sono troppo in salute rispetto alla media nazionale. A chiarire la situazione è il sindaco Vincenzo Cascini, che rompe il silenzio per respingere le recenti polemiche sollevate dalle opposizioni e, in risposta al clima di tensione, annuncia a sorpresa di essere pronto a ricandidarsi alla guida dell'Ente.
Il primo cittadino ha definito le critiche ricevute nelle ultime settimane come "fantasie e attacchi politici ingiustificati che volevano dimostrare l'incapacità della nostra amministrazione e soprattutto degli ingegneri che lavorano nei nostri uffici a concretizzare un bando promosso dal Ministero".
Il paradosso dei bilanci: penalizzati dai conti in regola
Al centro del dibattito politico locale c'è la graduatoria di un bando del Governo finalizzato alla messa in sicurezza dei territori esposti a rischio idrogeologico. Secondo i dati forniti dal sindaco, le risorse si sono rivelate insufficienti su scala nazionale, con una disponibilità di appena 400.000 euro a fronte di richieste complessive per oltre 7 miliardi di euro.
Questa sproporzione ha costretto gli uffici governativi a contingentare i fondi, destinandoli prioritariamente a comuni con gravi deficit finanziari o con elevata vulnerabilità sociale unita a casse comunali dissestate. L'Ente tirrenico, al contrario, ha superato a pieni voti la fase istruttoria senza però accedere alle risorse.
"Il nostro progetto è stato riconosciuto come valido – ha precisato Cascini – ma siccome le economie non erano sufficienti, non poteva avere nulla in merito a questa sua posizione di richiesta economica". A estromettere Belvedere Marittimo è stato un indicatore di bilancio positivo, pari a +7,5, calcolato dallo stesso Ministero. I comuni beneficiari, fa notare il sindaco, registravano indici negativi ("tra -3 e -2").
Un dato che l'amministrazione rivendica come un successo amministrativo: "Il nostro paese ha un'economia vincente, nonostante si esca da una situazione economica disastrata".
Il progetto per il lungomare e i rimborsi della Protezione Civile
I fondi ministeriali avrebbero dovuto finanziare un'opera strategica per la costa tirrenica: la riqualificazione e la protezione della fascia costiera cittadina. L'obiettivo era quello di "rifare il nostro lungomare, che con quei soldi avrebbe potuto far sì che diventasse una barriera seria e ben strutturata" contro l'aggressione erosiva delle mareggiate.
Parallelamente, il sindaco ha voluto rassicurare la cittadinanza sul fronte della conta dei danni causati dagli eventi climatici estremi registrati tra gennaio e marzo scorsi. Questo iter viaggia su un binario istituzionale separato, gestito direttamente dalla Protezione Civile, con la quale gli uffici comunali sono in costante dialogo per garantire i ristori necessari alle aree più colpite.
La sfida in vista delle elezioni: Cascini verso il bis
Le asprezze del dibattito pubblico e le accuse sull'operato degli uffici tecnici hanno generato ripercussioni immediate sul quadro politico locale, in vista della scadenza naturale del mandato elettorale prevista per il prossimo anno.
Il sindaco, che aveva ipotizzato un ritiro a vita privata, ha infatti rilanciato la sfida alle opposizioni, aprendo ufficialmente alla sua ricandidatura: "La nostra amministrazione fra un anno cambierà. La nostra amministrazione fra un anno andrà via, ma se le cose stanno così, io sarò costretto a ripresentarmi un'altra volta, perché come faccio a lasciare un paese in questo modo?".
A chiusura del suo intervento, Vincenzo Cascini ha ribadito la presenza costante della giunta sul territorio, sottolineando che l'azione dell'esecutivo è mossa esclusivamente dall'interesse pubblico: "Noi non facciamo nulla se non per il bene dei nostri cittadini e del nostro paese".









