Scalea, video sorveglianza: progetto bocciato. L'opposizione fa le "linguacce”; il sindaco risponde

Aggiornato il: 3 giorni fa

Bocciato il progetto di videosorveglianza sul territorio di Scalea, i gruppi di opposizione attaccano sul "passo falso”; l'amministrazione risponde: un progetto redatto in poco tempo

SCALEA – 7 gen 21 - “L'invito a fare opposizione costruttiva è pretestuoso”. Il gruppo di opposizione di “Per Scalea”, con a capo Angelo Paravati, interviene sulla linea che vuole mantenere.

"PER SCALEA”: «BISOGNA DAR CONTO AI CITTADINI»

“Ciò che preme evidenziare – si legge nella nota del gruppo “Per Scalea” è soprattutto un’altra cosa: comunque la si voglia intendere, per quanto importante e nobile sia l'operato di una opposizione costruttiva, ciò che conta ed interessa è che ad essere costruttiva sia soprattutto la maggioranza, che nell’esercizio dei propri compiti gestisce autonomamente enormi risorse pubbliche ed ha i mezzi ed i poteri per decidere la politiche piccole e grandi di una realtà, così come ha il dovere di rendere conto alla cittadinanza del proprio operato. Si, perché il compito di rendere trasparente l’attività amministrativa non spetta solo alle opposizioni ma spetta soprattutto alla maggioranza, che avrebbe il dovere di informare i cittadini su tutto, dall’inizio alla fine”. La questione nasce dal mancato finanziamento del progetto di videosorveglianza. Una delle prime attività dell'amministrazione comunale del sindaco Perrotta che sembra non essere andata a buon fine, visto che il posizionamento in graduatoria non garantisce il finanziamento richiesto. La notizia che è rimbalzata ieri nella cittadina altotirrenica ha fatto sobbalzare i gruppi di opposizione. Il gruppo “Per Scalea” commenta: “Si è annunciata a mezzo stampa la presentazione di una richiesta di finanziamento di un progetto di videosorveglianza destinato alle zone interessate da fenomeni mafiosi; sarebbe cosa buona e giusta dar conto anche dell’esito di quella gara e spiegare, per esempio, perché paesi come Sangineto e Tortora si sono piazzati rispettivamente in posizione 211 e 265 ed hanno ottenuto il finanziamento, mentre Scalea si è piazzata in posizione 1114 e non ha ottenuto il finanziamento. A parte l’esito negativo della gara, sul quale occorre far chiarezza, qui si tratta anche di un modo di porsi di fronte ai cittadini, ai quali non si può riferire solo ciò che conviene. Comunità è condivisione, essere costruttivi vuol dire essere consapevoli del percorso e dei suoi ostacoli, ed il dovere di operare in questo senso spetta soprattutto a chi ha in mano le redini del gioco”.

"SCALEA BENE COMUNE”: «COME MAI IL COMUNE NON E' STATO AMMESSO?»

E sul “fallimento” del progetto di videosorveglianza interviene anche Eugenio Orrico di “Scalea bene comune”. La richiesta era di 200mila euro relativa agli impianti di videosorveglianza nelle aree urbane e nei punti sensibili. Sangineto ha ottenuto il finanziamento di 187.500 euro e Tortora di 80.091 euro. Il comune di Scalea aveva deliberato lo scorso 14 ottobre. «Si tratta – ha dichiarato il consigliere comunale di opposizione Eugenio Orrico - del primo progetto presentato da questa amministrazione che è subito fallito. Eppure, il comune di Scalea con tale progetto, avrebbe avuto la possibilità di rientrare tra gli obiettivi di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria. Il sistema di videosorveglianza avrebbe consentito alle forze dell’ordine di avere a disposizione le immagini in tempo reale e memorizzate, di tutte le telecamere installate sul territorio comunale. Importante per entrare, era il livello di progettazione della proposta di realizzazione del sistema. Come mai – si chiede infine Orrico – il comune di Scalea non è stato ammesso al finanziamento?”.

IL SINDACO PERROTTA: «IL FALLIMENTO E' DI CHI BLATERA»

«Anno nuovo vita vecchia. Le opposizioni continuano a rincorrere spazi e titoli ad effetto sui giornali ignorando, o facendo finta di ignorare, la realtà dei fatti. Entrambi i gruppi di opposizione si sono affrettati a puntare il dito contro la posizione del comune di Scalea nella graduatoria per il bando della videosorveglianza tentando di buttare fumo negli occhi alla cittadinanza con il paragone tra Sangineto e Tortora, comuni ammessi al finanziamento, e Scalea, come se l’ammissione di questi comuni avesse determinato l’esclusione della nostra città dal finanziamento».

Il sindaco Perrotta in un lungo documento giustifica l'operato dell'amministrazione che, fra l'altro, ha redatto il documento in "tempi record”

«E’ triste - scrive Perrotta - il tentativo di evidenziare la posizione 1114 occupata in graduatoria dal comune di Scalea che non rientra tra i beneficiari per soli 6,02 punti complessivi. Il bando premiava i piccoli comuni e quelli che partecipavano alla richiesta dei fondi con una quota di cofinanziamento. Noi abbiamo provato ad ottenere il 100% dell’importo perché impegnare il 35%, ovvero circa 70mila, come quota di cofinanziamento per ottenere un punteggio sicuramente più alto, al momento della presentazione del progetto non era né possibile né opportuno.

E’ doveroso ricordare infatti ai consiglieri di opposizione e a tutta la cittadinanza che il bando per la videosorveglianza con scadenza 15 ottobre 2020 è stato redatto in tempi record da questa amministrazione quando ancora non si poteva rischiare di spendere soldi di un bilancio incerto e sul qual pendeva la scure del probabile dissesto scongiurato poi con l’accoglimento del ricorso.

E’ doveroso inoltre ricordare che la graduatoria era a carattere nazionale e che i criteri per l’assegnazione dei punteggi non sono stabiliti dall’amministrazione comunale di Scalea. Quindi, vista la capacità di analisi di quanti si impegnano in dissertazioni di filosofia politica, sarebbe bastato leggere la graduatoria ed evitare di chiedere spiegazioni pretestuose a questa amministrazioni sul motivo dell’esclusione dal finanziamento.

Si fa presto a parlare di fallimento o di progetto bocciato quando sarebbe facile comprendere che ai bandi si partecipa con la possibilità di ricevere o meno il finanziamento e che, in ogni caso, il progetto per la città di Scalea è risultato ammissibile seppur non finanziato. Abbiamo preferito partecipare piuttosto che rimanere alla finestra ed è chiaro che l’esito non ci soddisfa mentre pare che qualcun altro sia invece felice se a Scalea non arrivano finanziamenti.

D’altra parte negli ultimi anni, quando chi oggi abbaia alla luna amministrava o stava alla finestra in attesa del suo turno che grazie ai cittadini di Scalea non è arrivato, purtroppo nessun finanziamento è arrivato in città. Forse Scalea non è stata ammessa al finanziamento perché la commissione di valutazione ha pensato che la partecipazione del nostro comune fosse uno scherzo visto negli ultimi anni non aveva mai partecipato a niente».

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