Vibo Valentia, sequestrato rimessaggio nautico abusivo in un capannone
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Guardia di Finanza, Capitaneria di porto-Guardia Costiera e Polizia locale hanno scoperto un’attività priva di autorizzazioni. Contestate violazioni ambientali e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

25 maggio 2026
Un’attività di rimessaggio nautico, ritenuta abusiva, è stata sequestrata a Vibo Valentia all’interno di un capannone di oltre 1.800 metri quadrati. L’intervento, eseguito da Guardia di Finanza, Capitaneria di porto-Guardia Costiera e Polizia locale, ha portato alla denuncia dei presunti responsabili per violazioni in materia ambientale e di sicurezza sui luoghi di lavoro.
All’interno della struttura gli operatori hanno trovato 34 natanti, 13 autoveicoli, 22 motori marini e attrezzatura da officina. Il materiale era distribuito lungo tutta la superficie del capannone, tra rimorchi, cavalletti, invasi nautici e altri sistemi considerati rudimentali.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’organizzazione degli spazi sarebbe stata finalizzata a massimizzare la capienza dell’area e ad aumentare la rendita dell’attività, risultata priva delle necessarie autorizzazioni amministrative e ambientali.
Rifiuti e struttura ammalorata: cosa hanno trovato i controlli
Nel corso del sopralluogo sono state rilevate condizioni considerate critiche sotto il profilo della sicurezza e dell’igiene. La struttura, secondo quanto riferito dagli organi intervenuti, presentava un quadro di forte deterioramento, in particolare nella copertura.
All’interno del capannone sono stati inoltre rinvenuti rifiuti pericolosi e non pericolosi, accumulati senza distinzione e senza un sistema di tracciabilità. Un elemento che ha contribuito a delineare, secondo gli accertamenti, una situazione di non conformità rispetto alla normativa di settore.

I numeri del sequestro
Elemento rinvenuto | Quantità |
Natanti | 34 |
Autoveicoli | 13 |
Motori marini | 22 |
Capannone | oltre 1.800 mq |
Attrezzatura da officina | varia |
Quali reati vengono contestati?
Le contestazioni riguardano la mancanza dei titoli autorizzativi in materia ambientale, oltre a violazioni legate alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dagli accertamenti sarebbe emerso anche un cambio di destinazione d’uso del terreno e del fabbricato.
L’attività è stata quindi posta sotto sequestro. I presunti responsabili sono stati denunciati all’autorità giudiziaria.
La tutela dell’ambiente e della concorrenza
L’operazione si inserisce nell’attività di controllo svolta dalle istituzioni per contrastare fenomeni di abusivismo economico, irregolarità ambientali e situazioni di rischio per la sicurezza dei lavoratori.






























