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Tortora, Omicidio Prisco, cosa è accaduto quella tragica notte

Aggiornamento: 17 apr

Omicidio Prisco a Tortora, la ricostruzione dei fatti accaduti in quella tragica notte del 17 febbraio 2023


Omicidio Prisco a Tortora, la ricostruzione dei fatti accaduti in quella tragica notte del 17 febbraio 2023

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Tortora, 13 aprile 2024 - La puntuale ricostruzione dei fatti accaduti e le investigazioni successive all'agguato del 17 febbraio 2023, hanno consentito di giungere alla conclusione del processo in maniera rapida, anche in considerazione della concessione del rito abbreviato. Per il decesso di Francesco Prisco, sono comparsi davanti al tribunale di Paola i tre imputati, per i quali, come è noto, giovedì è stata emessa la sentenza, con il giudice delle indagini preliminari, Roberta Carotenuto: 15 anni di reclusione per Angelo Lentini, 43 anni di Scalea, ritenuto l'esecutore materiale degli spari che hanno poi provocato il decesso di Prisco; stessa pena per Jonathan Russo, di Scalea, che era seduto nei sedili posteriori della Lancia Y; a Michele Tufano, di Ottaviano, ma residente a Tortora, la condanna a 16 anni di reclusione.


I fatti del 17 febbraio 2023

Il 17 febbraio dello scorso anno, intorno alle ore 2,30, i carabinieri della compagnia di Scalea avevano ricevuto la telefonata di una persona che segnalava, nei pressi del distributore “Tamoil” di Tortora, di avere udito dei botti e, immediatamente dopo, una persona chiedere aiuto. Pochi minuti per raggiungere il luogo, precisamente via Ruggiero Pucci a Tortora. Lì era presente Francesco Prisco, sorretto da un amico. E sul pavimento del marciapiede c'era una evidente presenza di liquido ematico. Il giovane 32enne aveva gli indumenti intrisi di sangue ed era visibilmente sofferente. Probabilmente, già in quel frangente, i carabinieri sono riusciti ad ottenere i nomi dei responsabili dell'agguato. Sul posto anche l'immediato intervento dell'ambulanza del servizio 118. La giovane vittima, veniva accompagnata, dapprima al pronto soccorso dell'ospedale di Praia a Mare e successivamente all'ospedale civile “Annunziata” di Cosenza. Nel nosocomio della città dei Bruzi, il ricovero ed il tentativo dei medici di salvare la vita a Francesco Prisco, deceduto, purtroppo dieci giorni dopo l'agguato, il 27 febbraio.


Le rivelazioni della vittima

La vittima, già nelle prime ore dopo l'agguato, aveva avuto modo di raccontare agli investigatori che a sparare era stato Angelo Lentini e che era in compagnia di Jonathan Russo e di Michele Tufano. I tre erano arrivati con una Lancia Y di colore grigio un racconto che è rimasto indelebilmente agli atti. L'agguato aveva anche avuto un prologo. Un incontro con Tufano, all'esterno di un bar di Praia a Mare, intorno all'una della notte, alla presenza di un altro teste, nelle ore precedenti. In quell'incontro era scaturita una conversazione in cui l'imputato lo avrebbe minacciato di morte, dicendo testualmente "ti devo sparare". Ma in quel frangente, diverse persone, nelle vicinanze del locale, avevano udito la discussione fra i protagonisti.


Le minacce davanti al bar

All'indirizzo della vittima, insomma, sarebbero state dette anche altre frasi, tipo “all'indirizzo di quest'ultimo una frase del tipo: "vedi di fare il bravo se no finisce male". La persona che aveva soccorso la vittima, invece, aveva raccontato di essere stato svegliato da urla provenienti dall'esterno. Uscendo dal balcone, aveva notato la presenza di Francesco Prisco, seduto a terra. A quel punto, era sceso in strada per soccorrere il giovane ed aveva allertato il 118.


 

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