Sindaci dell'alto Tirreno preoccupati per l'emergenza rifiuti. Si chiedono soluzioni immediate

Qualche sacco di spazzatura comincia a stazionare sulle strade. E' necessario un intervento urgente per evitare che si cada nell'emergenza come in passato


ALTO TIRRENO – 8 lug. 20 - La situazione relativa all'emergenza rifiuti, in atto in tutta la regione, suscita inevitabilmente preoccupazione in tutte le amministrazioni comunali della fascia rivierasca. Il timore è che si possa tornare indietro agli anni passati quando i cumuli di spazzatura nelle strade erano diventati complicati da gestire e la situazione rischiava di sfociare nell'ambito dell'emergenza sanitaria. Attualmente, nella maggior parte dei comuni si cerca di contenere il problema. Da ieri, a Praia a Mare, è in vigore un accordo con la ditta incaricata. La raccolta differenziata, plastica, metallo, vetro, carta e organico, saranno ritirati come da calendario. L'accordo durerà per 15 giorni. Il tempo di cercare nuove soluzioni. L'indifferenziato è il rifiuto che genera maggiori problemi. Infatti, l'amministrazione di Praia a Mare ha invitato a non abbandonare rifiuti, in attesa che la Regione trovi una soluzione. A San Nicola Arcella, la sindaca Barbara Mele conferma la situazione di emergenza. «Dobbiamo fare in fretta – avverte Barbara Mele – perchè essendo paesi turistici non possiamo aspettare ancora. Potrebbe scoppiare un'emergenza sanitaria che potrebbe influire sulle presenze turistiche. Mi auguro che il problema venga risolto al più presto». L'invito, al momento, è quello di differenziare il più possibile i rifiuti e di ridurre al minimo l'indifferenziato, il prodotto che al momento è difficile smaltire. Il sindaco di Grisolia, Antonio Longo, evidenzia “il fallimento di tutta la classe politica regionale che ha relegato la nostra terra – scrive - ad essere il fanalino di coda, in termini di crescita economica e sociale.


Il sistema calabria ha potenzialità enormi, ma resteranno per sempre latenti per le prossime generazioni se non cambia la mentalità pensando meno ai vitalizi e più alla nostra terra. Il problema dello smaltimento dei rifiuti in Calabria è stato affrontato, nel 1997, mediante il ricorso all'istituto emergenziale del commissariamento, a seguito dell'accertata incapacità degli organi amministrativi regionali e locali a darvi soluzione. Al commissario furono assegnati precisi obiettivi sia in termini di programmazione delle discariche che in termini di conseguimento della raccolta differenziata: nulla di tutto ciò è avvenuto. Il motivo principale di tale fallimento deve essere individuato nella assoluta incapacità di affrontare la problematica in una visione di insieme. Dopo 23 anni dall’istituzione del Commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti in Calabria , non è stato realizzato nessuno degli obiettivi previsti dai piani regionali per i rifiuti. Oggi, in piena crisi Covid, continuiamo ancora a parlare di gestione di rifiuti quanto in altre realtà il rifiuto è diventato una risorsa. Siamo stanchi delle passerelle – conclude il sindaco Longo - siamo stanchi dei “libri dei sogni” scritti nei piani operativi regionali ,non possiamo più perdere altro tempo abbiamo bisogno di fatti , di risultati concreti che possano avviare un processo serio di sviluppo di questa nostra terra martoriata da anni”.

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