Materiali da costruzione, allarme Ance Calabria sui rincari
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Rugna: centinaia di segnalazioni dalle imprese. “Servono misure anche per le materie prime”

11 marzo 2026 - Ore 11.50
CATANZARO – Cresce la preoccupazione nel settore edilizio per l’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione. A lanciare l’allarme è Roberto Rugna, presidente di Ance Calabria, che segnala al Governo un incremento ritenuto ingiustificato da numerose imprese e collegato anche alle tensioni geopolitiche internazionali.
Nelle ultime settimane, secondo l’associazione dei costruttori, sarebbero arrivate centinaia di segnalazioni da aziende del comparto che denunciano rincari improvvisi dei materiali utilizzati nei cantieri. Una dinamica che rischia di incidere direttamente sui costi delle opere e sulla sostenibilità dei lavori già programmati.
Rincari dei materiali da costruzione: le segnalazioni delle imprese
Il presidente di Ance Calabria, Roberto Rugna, sottolinea come il fenomeno stia interessando diversi prodotti della filiera edilizia e possa avere effetti immediati sulla tenuta dei cantieri.
«È positivo che il Governo stia monitorando la situazione e stia valutando interventi per arginare gli effetti speculativi legati all’attuale scenario internazionale», afferma Rugna. «Ma limitarsi a intervenire su carburanti e bollette non è sufficiente: servono strumenti specifici anche per i materiali da costruzione, che non sono soggetti ad accise ma stanno registrando aumenti rilevanti».
Secondo l’associazione dei costruttori, senza interventi mirati il rischio è quello di bloccare o rallentare investimenti e lavori in corso, con conseguenze dirette sull’intero comparto edilizio.
Le tensioni geopolitiche e l’impatto sui cantieri
Le prime avvisaglie dei rincari sarebbero arrivate subito dopo l’escalation del conflitto nel Golfo, che ha generato tensioni nei mercati delle materie prime e nei costi di trasporto.
Come aveva già evidenziato la presidente nazionale di Ance, Federica Brancaccio, nelle ore successive all’inizio della crisi internazionale sono arrivate segnalazioni di aumenti su diversi materiali impiegati nei cantieri.
Tra i prodotti coinvolti figurano:
bitume e derivati petrolchimici
acciaio
materiali legati alla logistica e al trasporto
L’aumento dei prezzi non riguarda quindi solo i materiali direttamente collegati al petrolio, ma anche quelli che dipendono dalla catena dei trasporti e delle forniture internazionali.
Il rischio per cantieri e PNRR
Il settore delle costruzioni è attualmente impegnato anche nella realizzazione di numerosi interventi collegati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). L’aumento dei costi potrebbe mettere in difficoltà imprese e appalti pubblici, soprattutto nei cantieri già avviati con prezzi fissati nei contratti.
Secondo Ance Calabria, l’eventuale crescita incontrollata dei costi dei materiali rischia di compromettere la sostenibilità economica delle opere e rallentare l’avanzamento dei lavori.
La proposta di Ance: un meccanismo anti-rincari
Per affrontare la situazione, l’associazione dei costruttori propone di introdurre un meccanismo simile a quello adottato durante la guerra in Ucraina.
In quel caso era stato previsto uno strumento capace di sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’impennata dei prezzi delle materie prime, riducendo l’impatto economico sugli appalti pubblici e sui contratti in corso.
«Una misura di questo tipo – sottolinea Rugna – potrebbe essere estesa a tutte le materie prime che risentono, direttamente o indirettamente, della crisi internazionale in atto».
Secondo l’associazione, si tratterebbe di un intervento con un impatto limitato sui conti pubblici, ma capace di evitare effetti distorsivi sul mercato e garantire continuità ai cantieri.
Un settore strategico per l’economia
Il comparto delle costruzioni rappresenta uno dei motori dell’economia nazionale e regionale. Per questo motivo Ance Calabria chiede interventi tempestivi per evitare nuove tensioni sui prezzi.
«L’obiettivo – conclude Rugna – è prevenire nuove tensioni sui costi che potrebbero rallentare i lavori e compromettere la stabilità di un settore strategico per l’economia e per l’attuazione dei programmi di investimento pubblici».

































