Sequestro da oltre 7 milioni di euro: colpiti immobili e terreni riconducibili alla cosca Arena
- miocomune.tv

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Operazione della Guardia di Finanza e DDA di Catanzaro: 22 immobili e 10 terreni sequestrati per reati di mafia e truffa sui fondi pubblici
15 gennaio 2026
La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con il supporto del Servizio Centrale I.C.O. e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro patrimoniale per un valore complessivo superiore a 7 milioni di euro.
Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, riguarda 22 unità immobiliari e 10 appezzamenti di terreno, ritenuti direttamente o indirettamente riconducibili a un soggetto considerato socialmente pericoloso.
Sequestro da oltre 7 milioni di euro disposto dalla DDA di Catanzaro
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Catanzaro – DDA, il destinatario del sequestro sarebbe indiziato di appartenenza ad associazione mafiosa, con riferimento all’articolo 416-bis del Codice Penale, e rientrerebbe tra i soggetti che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività illecite.
L’azione di prevenzione patrimoniale si inserisce nel quadro delle misure previste per contrastare l’accumulazione di ricchezze di origine criminale, anche in assenza di una condanna definitiva.
Il legame con la cosca Arena e l’operazione del 2017
Il soggetto colpito dal provvedimento era già stato coinvolto nel 2017 nell’operazione denominata “Jonny”, incentrata sulla cosca Arena, organizzazione mafiosa operante nel territorio di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.
In particolare, le investigazioni hanno evidenziato come, in qualità di legale rappresentante di un’associazione riconosciuta, fosse al vertice di un sistema fraudolento volto alla distrazione di fondi pubblici destinati al servizio mensa del Centro di accoglienza per migranti “Sant’Anna”, con successivo dirottamento delle risorse a beneficio del sodalizio mafioso.
La condanna e le indagini economico-patrimoniali (H2)
Recentemente, la Corte d’Appello di Catanzaro, in sede di giudizio di rinvio, ha condannato l’imputato a otto anni di reclusione, riconoscendolo intraneo alla cosca Arena e responsabile dei reati di truffa e trasferimento fraudolento di valori.
Le indagini economico-patrimoniali condotte dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Catanzaro e dal Servizio Centrale I.C.O. hanno fatto emergere una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati e il valore dei beni acquisiti, nonché indizi sulla provenienza illecita delle risorse utilizzate.
Misure di prevenzione e procedura ancora in corso (H2)
Il sequestro è stato disposto ai sensi dell’articolo 20 del d.lgs. 159/2011 ed è finalizzato alla successiva verifica, in sede di contraddittorio davanti al Tribunale di Catanzaro, della sussistenza dei presupposti per la confisca definitiva dei beni.
Analoghi provvedimenti sono già stati emessi nei confronti di altri soggetti coinvolti nella stessa indagine, con sequestri complessivi che superano i 9 milioni di euro.
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