Carcere di Rossano, sequestrati droga e micro cellulare: agente aggredito durante il controllo
- miocomune.tv

- 3 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min

Carcere di Rossano, il Sappe denuncia l’emergenza sicurezza: “Nessun freno all’ingresso di oggetti vietati”
15 gennaio 2026
Un’operazione di polizia penitenziaria condotta ieri mattina nel carcere di Rossano ha portato al sequestro di un micro telefono cellulare, circa 20 grammi di hashish e un coltello rudimentale, rinvenuti all’interno dell’istituto di pena.
Durante le fasi del sequestro del telefono cellulare, un agente della polizia penitenziaria è stato colpito al volto da un detenuto, riportando lesioni che hanno reso necessario il ricorso alle cure mediche. La prognosi assegnata dai sanitari è di cinque giorni.
Carcere di Rossano, cresce l’allarme sicurezza
L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza negli istituti penitenziari calabresi. Secondo il Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, la situazione sarebbe ormai fuori controllo.
«Ormai non c’è più alcun freno all’ingresso in carcere di oggetti e sostanze vietate dalle leggi e dai regolamenti», affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale del sindacato.
Telefoni cellulari in carcere, il Sappe chiede la schermatura
Per quanto riguarda l’ingresso dei telefoni cellulari in carcere, il Sappe ribadisce una richiesta già avanzata più volte: la schermatura degli istituti penitenziari.
Una misura che, secondo il sindacato, consentirebbe di impedire l’utilizzo dei dispositivi introdotti illegalmente, riducendo i rischi per la sicurezza interna e per l’ordine pubblico esterno.
Emergenza tossicodipendenze nelle carceri
Il comunicato affronta anche un altro nodo strutturale del sistema penitenziario: l’elevato numero di detenuti tossicodipendenti.
«Servirebbero iniziative finalizzate al recupero delle persone detenute – sottolineano Durante e Ciccone – attraverso l’affidamento alle comunità terapeutiche».Tuttavia, ad oggi, non si registrano interventi concreti e adeguati per fronteggiare quella che viene definita una vera e propria emergenza sociale e sanitaria.
Nessuna risposta concreta alle criticità
Secondo il Sappe, mancano politiche strutturali capaci di affrontare in modo efficace sia il problema dell’ingresso di sostanze e oggetti vietati, sia quello della riabilitazione dei detenuti.
Un quadro che, alla luce dell’aggressione subita dall’agente, evidenzia ancora una volta le difficoltà quotidiane della polizia penitenziaria, spesso costretta a operare in condizioni di forte esposizione al rischio.
🔵 segui le notizie sul canale whatsapp di miocomune ➡️





































