Case della Comunità a Scalea e Amantea: l’Asp Cosenza rafforza la sanità territoriale
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Sanità di prossimità, Case della Comunità e Botteghe della Salute: via al progetto sperimentale lungo la costa tirrenica a Scalea e Amantea
14 gennaio 2026
L’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza compie un passo decisivo nel rafforzamento della sanità territoriale lungo la fascia tirrenica. Con una delibera firmata dal direttore generale Antonio Graziano, è stata ufficialmente disposta l’attivazione del progetto sperimentale delle Case della Comunità a Scalea e Amantea, integrate con le Botteghe della Salute secondo il modello organizzativo Hub & Spoke, in attuazione del Decreto ministeriale 77 del 2022.
Si tratta di un intervento strategico che si inserisce nel più ampio processo di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria calabrese, con l’obiettivo di avvicinare i servizi ai cittadini, superare la frammentazione delle cure e migliorare la presa in carico dei pazienti, in particolare di quelli cronici e fragili.
Case della Comunità a Scalea e Amantea: cosa sono e come funzionano
Come chiarito nella delibera, la Casa della Comunità è definita come «il luogo fisico, di prossimità e di facile individuazione, al quale l’assistito può accedere per entrare in contatto con il sistema di assistenza sanitaria». Le strutture sono pensate per garantire un funzionamento 24 ore su 24, sette giorni su sette, diventando un punto di riferimento stabile per la popolazione.
Il modello è perfettamente coerente con gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che individua proprio le Case della Comunità come infrastrutture chiave per il potenziamento dell’assistenza territoriale.
Sanità territoriale: Scalea e Amantea come Hub di riferimento
Nel nuovo assetto organizzativo, Scalea e Amantea saranno entrambe sedi Hub, ovvero centri principali di coordinamento dei servizi sanitari territoriali.
La Casa della Comunità di Scalea avrà un ruolo centrale nella gestione delle cronicità e delle fragilità, assicurando anche l’accesso a prestazioni specialistiche e diagnostiche di base. Funzioni analoghe saranno svolte dalla struttura di Amantea, chiamata a operare in stretta sinergia con i servizi sanitari e socio-sanitari del territorio.
Accanto agli Hub, il progetto prevede il coinvolgimento delle Botteghe della Salute, presìdi territoriali più piccoli ma strategici per garantire capillarità dell’assistenza, soprattutto nelle aree più distanti dalle strutture sanitarie complesse.
Botteghe della Salute e Infermiere di Famiglia: il cuore dell’assistenza di prossimità
Le Botteghe della Salute offriranno servizi di monitoraggio, prevenzione, screening e supporto infermieristico, rappresentando il primo livello di contatto tra cittadini e sistema sanitario.
Elemento centrale del progetto è il ruolo dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità, figura chiave introdotta dal Decreto ministeriale 77/2022. L’infermiere opererà sia nelle Case della Comunità che nelle Botteghe, occupandosi della presa in carico proattiva dei pazienti, del monitoraggio clinico, dell’educazione sanitaria e del supporto alla domiciliarità, in stretta integrazione con medici di medicina generale, pediatri e Aggregazioni funzionali territoriali.
Telemedicina e innovazione: tecnologie al servizio del territorio
Il progetto sperimentale punta anche su un forte utilizzo delle tecnologie sanitarie innovative. Sono previsti strumenti di telemedicina e telemonitoraggio – come saturimetri, glucometri, spirometri ed elettrocardiografi – per consentire il controllo continuo dei parametri vitali e ridurre le barriere geografiche nell’accesso alle cure.
Il coordinamento dell’intera rete sarà affidato al Distretto sanitario Tirreno, individuato come Centrale operativa Hub, responsabile della gestione dei flussi informativi, del supporto ai percorsi di telemedicina e del raccordo con i Punti Unici di Accesso (PUA).
Obiettivi, risorse e monitoraggio del progetto
Tra gli obiettivi indicati nella delibera figurano:
accesso universale e tempestivo ai servizi;
integrazione tra sanità e sociale;
miglioramento della qualità dell’assistenza;
potenziamento di prevenzione, screening e vaccinazioni;
attenzione alla salute mentale ed educazione sanitaria.
Dal punto di vista finanziario, il progetto rientra tra le attività finanziate con risorse vincolate del Fondo sanitario regionale, nell’ambito del Piano sanitario nazionale 2024. La deliberazione, corredata dai pareri favorevoli del direttore sanitario Martino Maria Rizzo e del direttore amministrativo Remigio Magnelli, è immediatamente esecutiva.
L’efficacia dell’iniziativa sarà monitorata attraverso la raccolta di dati sui tempi di presa in carico, sulle attività di screening e sulla copertura vaccinale.
Per Scalea e Amantea si apre così una nuova fase, destinata a trasformare il rapporto tra cittadini e servizi sanitari, spostando il baricentro dell’assistenza sempre più sul territorio.
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