Scalea, unione dei comuni, la discussione: "dopo le elezioni”

La proposta di Idm comincia a far registrare prese di posizione di vario genere

Gaetano Bruno, presidente del consiglio di Scalea


SCALEA – 28 lug. 22 - Si infiltra il tarlo elettorale nell’ampio dibattito che interessa i centri dell’alto Tirreno cosentino che numericamente sarebbero 14, e che potrebbero essere più o meno interessati alla proposta dell’unione dei comuni.

Il Presidente del consiglio comunale di Scalea, Gaetano Bruno, interviene sul dibattito proposto da Idm: “Se questo dell’unione dei comuni vuole essere un tema caratterizzante in maniera credibile il dibattito politico sulla Riviera dei Cedri, mi auguro che prenda corpo dopo l’elezione del nuovo Governo in modo da spazzare via qualsiasi dubbio ed evitare di ricordare questo dibattito come uno dei tanti spot da campagna elettorale”.

Il dibattito si è aperto su iniziativa di Italia del Meridione che a Scalea, e nell’amministrazione comunale, in particolare, è ben rappresentata con la vicesindaca Annalisa Alfano, coordinatrice provinciale. Iniziativa raccolta anche dalla coordinatrice cittadina, Graziella Longobucco. Ma anche a Belvedere Marittimo e a Diamante c’è già stata una spinta, con l’adesione del senatore Ernesto Magorno e con il sì convinto di Italo Contatore, coordinatore cittadino di IdM. L’idea è stata lanciata dal consigliere di Grisolia, Giovanni Servidio, raccolta da Fabrizia Arcuri che l’ha trasferita al sindaco di Belvedere Marittimo, Vincenzo Cascini. Alcuni sindaci e rappresentanti politici, invece, ancora non si sono pronunciati in merito, mantengono il riserbo e restano distaccati. E, anche in questo caso, forse gioca molto la prossima tornata elettorale di settembre. Questo, tradotto dal politichese, potrebbe significare che ancora una volta potrebbe esserci un interesse politico a non discutere la questione, che viene anteposto a quello delle comunità amministrate che invece si potrebbero pronunciare sull’iniziativa che, in futuro, riguarderebbe proprio tutti i cittadini.



Di parere contrario, il segretario del Movimento sociale Popolare, Carmelo Manco, per il quale la proposta dell’unione dei comuni non può reggere sia dal punto di vista tecnico, che da quello gestionale: “perché ogni singolo comune ha le sue entrate tributarie”. In ogni comune le situazioni finanziarie “sono di diverso peso e diversa misura”. Secondo il rappresentante del Movimento sociale: “Per IdM non si tratta di una battaglia in difesa dei cittadini e per il rilancio dell’alto Tirreno cosentino, ma bensì solo di una strategia per raccogliere consensi elettorali, ed avere maggiore forza politica nel comprensorio dell’alto Tirreno”.

Secondo il presidente del consiglio comunale di Scalea, Gaetano Bruno: “Le iniziative aggregative sull’alto Tirreno cosentino sono esperimento già tentato e non sempre hanno portato al raggiungimento degli obiettivi soprattutto a causa di un frazionamento politico che storicamente ha finito per polarizzare il confronto più sul peso elettorale dei singoli esponenti che sulle proposte programmatiche.



Inutile e controproducente sarebbe oggi ricordare episodi poco edificanti della recente storia politica del territorio, ma basta fare riferimento a molte delle ultime tornate elettorali per l’elezione del consiglio regionale calabrese, quando una miriade di candidature, assolutamente legittime ma poco proficue, hanno finito per portare somma zero al territorio in termini di rappresentatività”. Insomma l’unione dei comuni potrebbe essere frutto di strategie da studiare insieme e per un obiettivo unico sul territorio. Secondo Bruno, invece : “Se dovessimo malauguratamente trovarci soltanto di fronte ad un virtuosismo di filosofia politica per costruire castelli o cartelli politici, allora saremmo di fronte ad un nuovo fallimento annunciato”.



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