Scalea, un canile per accogliere i cani randagi. La giunta lo affida a privati

Realizzato in un terreno di proprietà della Diocesi, il canile sarà affidato a privati. Manifestazione di interesse della Giunta di Scalea


SCALEA – 1 mag. 21 - L'amministrazione comunale del sindaco Perrotta prevede di affidare il canile rifugio a privati. L'atto è contenuto in una delibera di giunta dei giorni scorsi. La giunta evidenzia che: “l'amministrazione intende adempiere alle vigenti normative in materia di tutela degli animali, quali prevenzione del randagismo, il ricovero, la custodia ed il mantenimento dei cani randagi e/o vaganti catturati e deve provvedere altresì alla eventuale restituzione ai proprietari e detentori o all'affidamento a soggetti richiedenti”. Per tale motivo è stato firmato un atto di indirizzo con il quale si assume l'impegno: “di voler adempiere alle vigenti normative in materia di tutela degli animali; di voler affidare ad un soggetto privato il canile-rifugio comunale ubicato in località Piano Grande per un periodo di 3 anni; di voler avviare una ricerca di mercato tramite manifestazione d’interesse per verificare la presenza sul territorio di soggetti interessati”.



L'attenzione per gli animali nel centro turistico c'è sempre stata. Alcuni cani randagi sono diventati animali di quartiere. Ma, è anche vero che molti cittadini chiedono maggior attenzione verso tali animali. E proprio per questo, l'amministrazione comunale prevede che “l’attività si dovrà svolgere ispirandosi rigorosamente ai principi di salvaguardia del benessere psico-fisico dei cani ospiti della struttura, con particolare riguardo al mantenimento di condizioni igienico-sanitarie ottimali, di possibilità di svago e socializzazione e con la finalità precipua di ridurne la permanenza nella struttura, favorendo ed incentivando le adozioni da parte di privati o di associazioni animaliste e osservare e far osservare al proprio personale e volontari, la normativa vigente in materia di tutela e benessere animale, con particolare riguardo alla legge quadro nazionale”. Il terreno sul quale sorge il canile era stato concesso, negli anni scorsi, alla precedente amministrazione in comodato d’uso gratuito dalla proprietaria Diocesi di San Marco Argentano-Scalea. L'esecutivo spiega, però, che la scelta di affidare la struttura a privati deriva dal fatto: “che il Comune di Scalea non ha i mezzi, nè il personale necessario per la conduzione del canile”. E' stata quindi avviata una indagine di mercato per verificare la presenza sul territorio di soggetti terzi privati che potrebbero avere l’interesse, le capacità operative ed i requisiti morali per condurre la struttura. La struttura, già realizzata, è dotata di 10 box di accoglienza dei randagi, è provvista di energia elettrica, allacciata alla rete dell’acqua potabile, alla rete fognaria e dispone di un'area di circa 2000 mq per lo sgambamento degli animali idoneamente recintata con rete metallica”.



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