Scalea, incendio nell’orto sociale: la Giunta chiude la vicenda con una transazione da 10mila euro
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Il rogo del 2023 avrebbe avuto origine da un terreno comunale incolto in località Pantano. La cooperativa aveva chiesto oltre 38mila euro di danni

16 maggio 2026
La Giunta comunale di Scalea ha approvato una transazione da 10mila euro per chiudere la controversia legata all’incendio che il 4 settembre 2023 danneggiò l'orto sociale in località Pantano, su un terreno comunale concesso in uso gratuito alla cooperativa. La decisione serve a evitare l’apertura di un contenzioso giudiziario dopo la richiesta di risarcimento presentata dal rappresentante della cooperativa utilizzatrice dell’area.
La vicenda dell’incendio in località Pantano
Il caso riguarda un fondo situato nella zona periferica del centro urbano di Scalea, in località Pantano. Secondo quanto ricostruito negli atti, l’incendio si sarebbe sviluppato da un terreno incolto di proprietà comunale, contiguo all’area utilizzata per l’orto sociale.
La cooperativa aveva quantificato i danni in 38.105 euro, sulla base di una perizia tecnica di stima. I danni avrebbero riguardato colture, alberi da frutto e attrezzature agricole presenti nell’area.
Perché il Comune ha scelto la transazione?
La procedura di negoziazione assistita era stata avviata dopo la richiesta presentata tramite legale e acquisita al protocollo dell’ente il 31 marzo 2025.
Quel tentativo, però, si era concluso l’8 maggio 2025 con esito negativo. In quella fase, secondo gli atti, non erano state ravvisate responsabilità dell’Ente “nella causazione dell’evento”.
Successivamente, con una nota protocollata il 5 dicembre 2025, il richiedente ha manifestato la volontà di chiudere la vicenda in via bonaria, dichiarando “la propria disponibilità a rinunciare ad ogni ulteriore pretesa e azione risarcitoria nei confronti del Comune di Scalea, a qualunque titolo ragione connessa all’incendio, purchè l’ente – si legge - provveda a riconoscergli e liquidargli una somma non inferiore ad 12.000 euro a titolo di risarcimento danni”.
La Giunta riconosce 10mila euro
La somma riconosciuta dal Comune è inferiore sia alla richiesta iniziale di 38.105 euro, sia all’importo di 12mila euro indicato dal privato per la definizione della controversia.
La Giunta ha ritenuto più congrua una transazione da 10mila euro, motivando la scelta con l’esigenza di evitare un giudizio e di chiudere la partita secondo criteri di economia e buon andamento dell’azione amministrativa.
Le cifre della vicenda
Voce | Importo |
Danni inizialmente richiesti | 38.105 euro |
Somma indicata per chiudere la controversia | 12.000 euro |
Importo riconosciuto dalla Giunta | 10.000 euro |
Quali documenti sono stati valutati?
Negli atti richiamati figurano l’integrazione alla relazione tecnica di stima, la documentazione fotografica, i filmati dell’incendio, il rapporto d’intervento dei Vigili del Fuoco del 5 settembre 2023, l’attestazione dell’Ufficio tecnico del 9 febbraio 2026 e la visura storica dell’Agenzia delle Entrate aggiornata al 2 aprile 2026.
La delibera richiama anche le dichiarazioni testimoniali acquisite nel corso dell’istruttoria.
L’origine del rogo secondo gli atti
Il punto centrale della decisione è l’accertamento riportato nella proposta approvata dall’esecutivo. Secondo la ricostruzione amministrativa, l’incendio avrebbe avuto origine da un terreno comunale incolto e avrebbe provocato la distruzione di colture, alberi da frutto e attrezzature agricole della cooperativa.
Da qui la decisione di definire la controversia in via transattiva, senza attendere un eventuale giudizio.






























