Scalea, sul poliambulatorio, pannelli solari abusivi. Ingiunzione per la rimozione

Scalea, al poliambulatorio, pannelli solari termici installati abusivamente negli anni passati



SCALEA – 14 gen. 22 - Sul poliambulatorio di Scalea, pannelli solari per la produzione di acqua calda. Il comune scrive all'Azienda sanitaria provinciale e ordina la rimozione e smaltimento a spese della stessa Asp. La questione viene trattata con un'ordinanza del settore Urbanistica del comune di Scalea. Nell'ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi si ingiunge: “All’Azienda sanitaria provinciale di provvedere, a propria cura e spese, al ripristino dello stato dei luoghi e rimozione dell’impianto a pannelli solari termici per la produzione di acqua calda, realizzato in assenza dei titoli abilitativi, entro il termine perentorio di 90 giorni, con effetto dalla data di notifica dell'ordinanza”.


Secondo quanto si fa presente, sarebbe stato realizzato verosimilmente nel 2012 un impianto per la produzione di calore a bassa temperatura denominato progetto “Pentagon”, nella sede del presidio ospedaliero di Scalea, di via E. Covelli, il “poliambulatorio”. La realizzazione di tale impianto è inserito nell’elenco degli ammessi al bando denominato: “Il sole negli enti pubblici”, con la formula del finanziamento tramite terzi. Il 28 febbraio del 2012 il direttore generale dell'Asp aveva affidato, nell'ambito del progetto denominato “Pentagon”, la progettazione ed i lavori di realizzazione. Il 31 gennaio 2018, è stato redatto un verbale, trasmesso al nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro, in cui si è accertato che non esiste nessun titolo abilitativo edilizio necessario, né ambientale, né sismico riferito a tale impianto. L'impianto solare (non funzionante) è composto da: 35 pannelli con relativa struttura in metallo, installati sul tetto di un locale tecnico che ospita al suo interno anche boiler, pompe ed altri strumenti. Il 18 novembre dello scorso anno la polizia economico e finanziaria di Catanzaro aveva effettuato un ulteriore sopralluogo. L'ufficio tecnico ha comunicato all'Asp l’avvio del procedimento senza ricevere nei successivi 30 giorni nessuna comunicazione in merito. Le opere abusive, riguardando esclusivamente l’impiantistica (non funzionante), possono essere rimosse senza arrecare alcun danno al funzionamento della struttura sanitaria e allo svolgimento delle normali attività. Per questo motivo è stato ordinato all'azienda sanitaria provinciale la rimozione immediata entro i novanta giorni previsti.



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