Scalea, Plinius: il comune avvia il risarcimento nei confronti di sedici imputati

180mila euro da recuperare per due procedimenti penali delle operazioni dei carabinieri di Scalea


SCALEA – 15 lug. 20 - Il commissario straordinario, Francesco Massidda, con i poteri della Giunta comunale ha avviato la procedura per il recupero crediti dagli imputati condannati in solido a pagare le cifre di risarcimento stabilite da due tribunali e relative a due procedimenti legati alla ben nota operazione Plinius. Una procedura riguarda il procedimento del Gup di Catanzaro, giudizio abbreviato, dove il Comune di Scalea era parte civile. La sentenza del Gup di Catanzaro è stata confermata dalla Corte di Appello il 31 marzo 2015 e dalla Corte di Cassazione in data 15 giugno 2016. Sette imputati sono stati condannati al pagamento di 100mila euro per risarcimento danni in favore del Comune di Scalea e delle spese processuali per 3.500 euro per il primo grado; 2.500 per il secondo grado e 4.000 per il giudizio della Corte di Cassazione, oltre agli accessori di legge.

Il secondo procedimento è sempre relativo all'operazione Plinius e alla sentenza del tribunale di Paola del 3 settembre 2015, confermata dalla corte d'Appello di Catanzaro, il 7 luglio 2017 e dalla Cassazione il 3 settembre 2018. In questo caso gli imputati sono 9 e sono stati condannati al pagamento di 80mila euro, da risarcire al comune di Scalea, quale parte civile, oltre alle spese processuali per 2225,25 euro per il primo grado, 2.500 per il secondo.



Per entrambi i casi, si legge nella delibera della Giunta, bisogna tener presente “che l'esecuzione mobiliare, anche in considerazione dell'elevato importo da recuperare, con ogni probabilità risulterebbe dispendiosa e infruttuosa, si ritiene opportuno agire attivando l'esecuzione immobiliare e/o presso terzi nei confronti di debitori proprietari d'immobili o che siano titolari di un diritto di credito verso terzi”. Si deve tener conto: “del numero degli esecutandi, delle diverse località di loro attuale dimora, delle difficoltà per acquisire le copie in forma esecutiva dei provvedimenti delle varie autorità giudiziarie, per eseguire le notifiche, nonché per ricercare i beni di proprietà degli obbligati che possono formare oggetto di espropriazione immobiliare, o i crediti da loro vantati, della complessità delle azioni esecutive da instaurare anche fuori sede”. Per tale motivo, l'avvocatura civica ritiene opportuno affidare l’incarico per procedere al recupero all'Avv. Fiorella

Megale del foro di Reggio Calabria che nel procedimento di primo e secondo grado ha curato gli interessi del Comune costituitosi parte civile”.

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