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Scalea, il consorzio indebitato fino al collo e non paga gli stipendi. La reazione dei sindacati

Il consorzio di bonifica dei bacini tirrenici ha un debito con Sorical superiore a tre milioni di euro, con Enel superiore a 250mila euro, deve pagare gli stipendi. I sindacati replicano al presidente Miceli

SCALEA – 25 ott. 22 - Si fa confusione fra il “rimborso chilometrico” e le retribuzioni che i lavoratori avanzano. I lavoratori del consorzio vantano ben cinque mensilità e sta per maturare anche la sesta. Ma la situazione economica del consorzio di bonifica che ha sede a Scalea in via Fiume Lao è sicuramente più complessa.

Non piace ai sindacati, e quindi ai lavoratori rappresentati, la “smentita” dei giorni scorsi della presidenza del consorzio di bonifica dei Bacini del Tirreno cosentino. Il presidente Antonio Miceli, in pratica, aveva contestato l’affermazione dei sindacati che, ovviamente, era contenuta in un documento più ampio, riferita ai lavoratori che avrebbero garantito il servizio di irrigazione per la campagna estiva scorsa, a proprie spese. Ma ovviamente la questione economica non può risolversi tutta qui.

“Ci è d’obbligo precisare – scriveva il presidente dell’ente consortile ex “Valle Lao” - che questa ultima affermazione è assolutamente gratuita e non veritiera, atteso che il Consorzio ha regolarmente provveduto a liquidare gli importi riconosciuti a titolo di spese per trasferta, in anticipo su ciascuna mensilità della stagione irrigua scorsa, anche sacrificando gli stipendi ordinari di tutti i restanti lavoratori”.



Intervengono i sindacati, secondo i quali la protesta dei lavoratori non può essere ridotta a questo episodio. Intervengono, per Fai-Cisl Cosenza, Antonio Pisani; per Flai-Cgil Pollino Federica Pietramala; e per Filbi-Uil Cosenza Antonia Di Principe. Una situazione economica sicuramente non florida per l’ente di bonifica: basti pensare, per esempio, che è di pochi giorni fa, sia la notifica di un decreto ingiuntivo della Sorical spa per più di tre milioni di euro, per la precisione 3.041.409 euro, che di Enel energia per più di 200mila euro, per la precisione 262.224,89 euro.

I sindacalisti affermano di aver letto, “con sconcerto”, le dichiarazioni del presidente Miceli. “Come sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi Uil – scrivono - riteniamo doveroso ricordare al presidente di questo Ente e all’opinione pubblica che i lavoratori aderenti allo sciopero rivendicano legittimamente ciò che leggi e contrattazione collettiva riconoscono per la costante attività lavorativa svolta sul comprensorio consortile ovvero una retribuzione regolare che assicuri loro pari dignità sociale per come previsto dalla stessa Costituzione.

Non si può confondere il rimborso chilometrico, di qualche centinaio di euro al mese, con le retribuzioni, altrimenti non saremmo onesti e precisi per come si vuol far credere, soprattutto ove si consideri che gli operai irrigui, in questi mesi, hanno sacrificato le necessità proprie e delle loro famiglie per garantire all’Ente la possibilità di continuare a chiedere, ai propri consorziati, il pagamento dei contributi consortili.



Tutti i lavoratori del consorzio di Scalea vantano, ad oggi, cinque mensilità arretrate, tra pochi giorni maturerà la sesta, ma il presidente invece di farsi carico di questa legittima protesta e realizzare ogni possibile attività amministrativa utile a risolvere la preoccupante crisi economica che affligge l’Ente si preoccupa solo di smentire i lavoratori quanto al rimborso delle spese per il carburante corrisposto, cercando di distogliere l’attenzione da una significativa crisi economica, che rischia di paralizzare il Consorzio, certamente favorita dall’assunzione di impegni di spesa non giustificabili e di dubbia copertura contabile considerato che l’ultimo Bilancio consuntivo approvato riguarda il 2019.

Molto comodo chiedere ulteriori sacrifici ai lavoratori (già di per sé sacrificati), e continuare a garantire assegni ad personam a taluni dipendenti oltre che affidare incarichi professionali all’esterno, disattendendo e depauperando le professionalità interne, per non parlare delle transazioni extragiudiziali sottoscritte con alcuni lavoratori puntualmente non rispettate. E molto altro ancora”. Secondo i sindacati, già facendo una lettura dell’albo on line dell’ente si può avere una fotografia della situazione economica del consorzio di bonifica di Scalea. Sarebbe necessario un “significativo intervento da parte della Regione”.

Anche alla luce della situazione che appare disastrosa, dovuta al decreto ingiuntivo della Sorical spa per più di tre milioni di euro e ad un debito verso l’Enel di più di 200mila euro, il sindacato dei lavoratori Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi UIL, ritiene: “che una gestione amministrativa che non riesce a garantire alle maestranze la tranquillità lavorativa, le stesse maestranze che puntualmente con diligenza e responsabilità prestano la propria opera senza essere pagata, dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza e iniziare a pensare se è ancora il caso di continuare a governare questo consorzio di Bonifica”.



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