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Scalea, falso avvocato: condannato in I grado. Assolta la "spalla" per non aver commesso il fatto

Sono sette le parti civili costituite che dovranno essere risarcite. Il 56enne è stato condannato dal tribunale di Paola a 3 anni e 4 mesi per sette capi di imputazione



SCALEA – 11 nov. 22 - Aveva fatto credere ad almeno sette cittadini di essere un avvocato e di essere in grado di risolvere in breve tempo alcune questioni di giustizia civile, spalleggiato da un altra persona. Il tribunale di Paola ha condannato A.S., 56 anni, originario della provincia di Salerno e residente a Scalea, a 3 anni e 4 mesi di reclusione, per sette capi di imputazione, e al risarcimento in sede civile ai cittadini che sarebbero stati vittima dei raggiri avvenuti negli anni tra il 2013 ed il 2016. L'imputato è assistito dall'avvocato Giuseppe Pizzimenti. Il secondo imputato, S.C., 72 anni, di Buonvicino, assistito dagli avvocati Giuseppe Pizzimenti e Luigi Bottino è stato invece assolto per non aver commesso il fatto.



Secondo quanto è emerso dalle indagini, A.S., si sarebbe “falsamente presentato” e avrebbe fatto credere, in un caso, ad un cittadino di essere un “avvocato" in grado di risolvere in breve tempo le questioni civilistiche e le problematiche debitorie con l’Equitalia e la Cassa Edile, millantando, fra l'altro, anche un'amicizia con un giudice del Tribunale di Paola. In questo modo avrebbe “rassicurato falsamente” il cittadino “assistito” sull’iter e sull’esito positivo delle vertenze giudiziarie che lo riguardavano, consegnandogli, a più riprese, provvedimenti vari, ordinanze, dispositivi di sentenze, decreto ingiuntivo, ed altro, apparentemente emessi dagli uffici e dall’autorità giudiziaria di interesse del Tribunale di Paola e di Cosenza, “ma di fatto risultati artatamente e fraudolentemente formati. Facendosi consegnare in più tranche 7.480 euro”. Altra situazione simile sarebbe avvenuta nei confronti di un altro cittadino.



L'imputato avrebbe fatto credere poterlo agevolare in breve tempo nell’acquisto di un terreno di proprietà Demaniale (già in concessione alla presunta vittima, millantando diverse conoscenze, nonché rassicurandolo falsamente sull’iter e sull’esito positivo di una compravendita di un terreno; anche in questo caso, consegnandogli, a più riprese, istanze, sentenze, apparentemente emessi dagli uffici e dall’autorità giudiziaria. In questo caso, la presunta vittima avrebbe consegnato somme più alte all'imputato, fino a circa 40mila euro. Sono state almeno sette le vittime dei presunti raggiri, tra belvedere marittimo, Praia a Mare e Tortora, oggetto di indagine della Guardia di finanza. L'altro imputato, assistito dagli avvocati Luigi Bottino e Giuseppe Pizzimenti, è stato assolto da quattro capi di imputazione per non aver commesso il fatto.