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Scalea, da terza buca a collina di rifiuti: a che punto è la bonifica della ex discarica?

Scalea, gli ambientalisti di Italia nostra si fanno portavoce dei cittadini sulla terza buca della ex discarica di Piano dell'Acqua e chiedono a che punto è la bonifica


Scalea, gli ambientalisti di Italia nostra si fanno portavoce dei cittadini sulla terza buca della ex discarica di Piano dell'Acqua e chiedono a che punto è la bonifica

Scalea, 20 aprile 2024 – A che punto sono le attività per la bonifica della ex discarica di contrada Piano dell'Acqua a Scalea? E' la domanda che si pongono in molti. E la vicenda che risale ormai a tanti anni fa, ogni tanto si ripresenta agli occhi dei cittadini. Quella che appare come una innocente collinetta verde, altro non è che un sarcofago che contiene rifiuti e rifiuti, forse anche non classificati. E' la famosa “terza buca” che negli anni passati era stata vista come la soluzione di tutti i problemi per i la spazzatura dei 14 comuni dell'alto Tirreno cosentino, gli stessi che avevano puntato pure sull'aviosuperficie, mai decollata.


Scalea, gli ambientalisti di Italia nostra si fanno portavoce dei cittadini sulla terza buca della ex discarica di Piano dell'Acqua e chiedono a che punto è la bonifica
Piano dell'acqua un foto dell'epoca

Un'emergenza, in quel periodo, convogliò tonnellate di spazzatura campana, e non solo, nella terza buca che, anziché durare dieci anni, per come era stato previsto, in breve tempo raggiunse la saturazione crescendo da buca a collinetta. Ed ora sono gli ambientalisti di Italia nostra a chiedere delucidazioni all'amministrazione di Scalea che, da quanto ha sempre dichiarato, starebbe completando la parte burocratica per giungere alla bonifica finale. “Noi – scrive Italia nostra, sulla questione - non abbiamo, ad oggi, informazioni recenti sullo stato dell'arte dei lavori, se non gli atti amministrativi propedeutici ed il piano di bonifica redatto in termini tecnici non facilmente comprensibili dal cittadino inesperto. Sono, purtroppo, trascorsi molti anni dalla data del sequestro del sito da parte della Procura della Repubblica, durante i quali non si è, a nostro avviso, operato con la necessaria e dovuta attenzione nell'informazione della cittadinanza”.


Il timore è che il percolato, i residui possano generare problemi all'ambiente. Ed Italia nostra scrive: “Al fine, pertanto, di tranquillizzare i cittadini e fare chiarezza su questo annoso e preoccupante problema che evoca ripercussioni sulla salute pubblica, e alla luce di quanto accennato, chiediamo di organizzare, in tempi brevi, un pubblico incontro, dibattito, con la popolazione, e di predisporre una verifica della discarica da parte di esperti, nella fattispecie ad esempio con l'intervento degli specialisti dell'esercito italiano che nelle scorse settimane sono stati impegnati nella verifica dei siti inquinati della città di Crotone, per avere una risposta definitiva ai molti dubbi che da troppo tempo attanagliano i cittadini di Scalea in particolare per quanto attiene al genere di rifiuti interrati”.


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