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Scalea, Alvaro Sollazzo: revocata la misura di sorveglianza speciale

La decisione del tribunale su richiesta degli avvocati difensori, Giuseppe Bruno e Ugo Vetere



SCALEA – Alvaro Sollazzo, 58 anni, di Scalea, coinvolto in varie inchieste sul territorio dell'alto Tirreno cosentino, non è un soggetto pericoloso. Per tale motivo, l'ufficio di sorveglianza di Cosenza, sentiti il pubblico ministero e la difesa, ha ufficialmente dichiarato “non più attuale la pericolosità sociale” e, per l’effetto, ha revocato “nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per un anno, applicata con ordinanza del magistrato di sorveglianza di Pavia del 28 giugno 2019. Alvaro Sollazzo è assistito dagli avvocati Giuseppe Bruno e Ugo Vetere. Alvaro Sollazzo era stato condannato con sentenza del 7 luglio 2017, per l'indagine convenzionalmente denominata Plinius, a sette anni e sei mesi di reclusione. Sentenza diventata definitiva il il 3 settembre del 2018. La misura di sicurezza è stata ordinata con una sentenza di condanna per associazione di tipo mafioso e turbata libertà degli incanti commessi sino al luglio del 2012. La libertà vigilata è stata eseguita a far data dall’1 luglio 2020, sino al successivo arresto di Alvaro Sollazzo, avvenuto in data 3 marzo 2021 in relazione ad altra condanna definitiva sempre per fatti associativi mafiosi e tentata estorsione (anni 2012/2015) calcolata in continuazione con la precedente condanna per ulteriori 2 anni di reclusione.



Dopo la scarcerazione del 9 febbraio 2022, è stato sottoposto nuovamente alla misura di sicurezza per il residuo di 2 mesi e 27 giorni. Secondo quanto si è appreso, al momento non vengono riportate frequentazioni controindicate “quantomeno a far data dal 2013 ma si sono susseguite diverse carcerazioni”. Si legge agli atti: “L’anno di esecuzione della misura non ha fatto emergere nulla di più e di diverso di quanto già valutato dal magistrato di Sorveglianza di Pavia, sicché ad oggi non vi sono motivi attuali e concreti per ritenere il Sollazzo pericoloso socialmente. Non vi sono pendenze o comunque segnalazioni per fatti recenti, non vi sono state diffide, la misura è stata gestita con regolarità. Il soggetto è poi affetto da patologie che ne compromettono la locomozione, incidendo così in modo pregnante anche sulla pericolosità sociale, escludendola. Nessun dubbio sulla pessima condotta di vita del Sollazzo che si è macchiato di reati gravissimi ed efferati, ma ad oggi il periodo di sottoposizione alla misura non ha evidenziato profili attuali di allarme”.



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