San Nicola Arcella, rete idrica: la consigliera Ricchini interviene sul problema della carenza

La principale causa sarebbe da ricondurre ad un solo serbatoio idrico posto a circa 160 metri sul livello del mare che rifornisce l'intera rete cittadina

SAN NICOLA ARCELLA – 31 lug. 20 - La rete idrica è ridotta ad un colabrodo. E' questo il senso della nota che la consigliera d'opposizione di San Nicola Arcella, Erica Ricchini, ha diffuso in merito ai problemi di carenza idrica. Infatti, secondo Ricchini: “Il vero grande problema non è la quantità di acqua fornita dalla Sorical, ma come questa viene gestita nelle reti di distribuzione. A San Nicola Arcella l’acqua, prima di uscire dai rubinetti, si perde in grande quantità lungo la rete comunale. Le perdite, determinate da continue rotture, sono tante. La principale causa di tutto ciò? Un solo serbatoio idrico, posto a circa 160 metri sul livello del mare, fornisce l’acqua alla quasi totalità delle utenze idriche del Comune. La fornisce alle utenze che si trovano nelle zone alte del Paese e contemporaneamente alle utenze che si trovano quasi allo stesso livello del mare. Le pressioni idriche, quasi inesistenti nelle zone alte, diventano fortissime nelle zone più basse, determinando continue rotture sulla rete di distribuzione. Il primo vero problema è perciò questo.



Problema che a San Nicola Arcella potrebbe essere facilmente risolto, perchè esistono altri tre serbatoi idrici, completamente inutilizzati, posti rispettivamente a 230, 150 e 115 metri sul livello del mare. Tutto il sistema distributivo della rete comunale potrebbe facilmente ed a costi limitati trarre enormi benefici dal loro utilizzo, perché sarebbe possibile fornire l’acqua alle zone alte e ridurre notevolmente le pressioni idriche nelle zone basse. Rifare la rete idrica lasciando un solo serbatoio in funzione, a parte i finanziamenti enormi necessari che il Comune non ha e che la Regione non distribuisce, sarebbe come fare un buco nell’acqua. Le enormi pressioni idriche nelle zone più basse continuerebbero indisturbate a produrre le rotture che tanta acqua fanno disperdere. Ed è la Regione che deve essere chiamata in causa, perché il vero problema in Calabria non è continuare a cercare sempre altra acqua, ma fare in modo che l’acqua accumulata possa uscire dai nostri rubinetti senza perdersi per strada.

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