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Perquisizioni a Tortora: l'intervento degli avvocati

La nota inviata dagli avvocati Sabrina Apollinaro del Foro di Catanzaro e Giuseppe Bello del Foro di Paola


Divulgazione di notizie attinenti a fatti del tutto infondati; rivelazione di segreti inerenti a procedimento penale. Un fiume di notizie infondate ha travolto come una piena in corso l’immagine professionale e personale di due componenti dell’Amministrazione del Comune di Tortora. Una perquisizione per ordine del Procuratore della Repubblica di Paola e del suo Sostituto, che avrebbe dovuto rimanere riservata perché coperta dal segreto di ufficio, balza sulle testate giornalistiche ancora prima di iniziare e travolge due dipendenti che hanno costellato il loro percorso professionale all’insegna della onestà, della legalità e della rettitudine. Ed è in nome di questi principi cardine di vita e di diritto che intendono a viva voce proclamare ogni estraneità agli addebiti contestati: nessuna prestazione sessuale perpetrata in cambio di un posto di lavoro.

Nessun concorso vinto bensì una selezione comparativa attuata ai sensi dell’at. 110 Tuel, guidata da una commissione di tecnici composta da persone fisiche diverse dal segretario comunale, estraneo alle operazioni di valutazione e selezione. Superamento della idoneità e designazione della candidata da parte dell’organo preposto, il sindaco di Tortora; un concorso bandito prima della selezione comparativa, per la designazione di un istruttore direttivo part-time allo stato fermo alla procedura di pre-selezione cui seguiranno due prove scritte ed una prova orale: l’informazione è un diritto, ma è un dovere del giornalista informare secondo verità. No alla propaganda giudiziaria.



No ad una rivelazione di segreti di ufficio; no al giornalismo che si surroga alla magistratura.

No alla violazione del principio cardine di ogni Stato di Diritto: la presunzione di non colpevolezza No, quindi alla violazione dell'art. 27 della Costituzione “l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”. No a simili iniziative che determinano quale unico risultato, quello di aver “istituzionalizzato” il processo mediatico, ignorando il rispetto della presunzione di non colpevolezza e gettando in pasto al pubblico dettagli personali del tutto travisati e distorti ma suscettibili di attirare la morbosa attenzione collettiva, fagocitando etica, morale, rispetto per il fondamentale diritto alla riservatezza.

E l’abuso nella diffusione delle notizie non viene scalfito, semmai ampliato, dalla elevata qualifica dei soggetti coinvolti

I legali di fiducia, Avv. Sabrina Apollinaro del Foro di Catanzaro

Avv. Giuseppe Bello del Foro di Paola


Nessun processo mediatico è stato fatto, tant'è che nell'articolo si evidenzia più volte la presunzione di innocenza dei personaggi indagati, dei quali, fra l'altro, non vengono neanche rivelati i nomi, in virtù di quel dovere di informare, lontano dal “processo mediatico”. Nessun riferimento a “vincita di concorso”, ma solo il racconto dei fatti per i quali si è proceduto, quel giorno, in uffici pubblici.



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