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Ospedale unico sul Tirreno cosentino: la proposta di De Tommaso

Aggiornamento: 5 set 2023

Sanità, un ospedale unico sul Tirreno cosentino. Da San Lucido la proposta del sindaco De Tommaso


Sanità, un ospedale unico sul Tirreno cosentino. Da San Lucido la proposta del sindaco De Tommaso


SAN LUCIDO – 10 ago. 23 - Un presidio ospedaliero unico per tutto il Tirreno cosentino. Una struttura che possa soddisfare la maggior parte delle problematiche relative alla salute dei cittadini. Taglia la testa al toro, il sindaco di San Lucido, Cosimo De Tommaso, e nella diatriba che, in alcuni casi, diventa anche di tipo campanilistico, inserisce una proposta che potrebbe puntare alla soluzione di tutti i problemi. Una proposta che però, potrebbe accendere la discussione su dove collocare il presidio e che aprirebbe il dibattito legato ai collegamenti, all'organizzazione delle emergenze, all'utilizzo, forse, di un elisoccorso fisso. Il sindaco di San Lucido, Cosimo De Tommaso, ha diffuso una “nota ufficiale” che sviluppa la proposta nella sua forma embrionale. Una idea messa sul tavolo: “Non per alimentare polemiche, ma solo per alta responsabilità istituzionale”. Il sindaco De Tommaso spiega: “Ritengo che sulla sanità, tra Paola e Cetraro da anni sia in atto una querelle politica che ha il triste sapore di una lotta tra poveri. Se si vuole rilanciare davvero il comparto sanitario pubblico sul Tirreno cosentino dobbiamo pensare alla realizzazione di un ospedale unico".



L'intervento, anche a seguito del consiglio comunale aperto di Paola, al quale ha partecipato lo stesso sindaco De Tommaso. La proposta è questa: “prevedere la realizzazione di un polo ospedaliero unico per il Tirreno cosentino, che sia moderno e strutturalmente attrezzato, anche dal punto di vista dell’organico, per poter supportare l’attività di tutti i reparti, al fine di soddisfare l’atavica e legittima richiesta di una sanità calabrese qualitativamente valida. Il vero obiettivo – evidenzia Cosimo De Tommaso - sarà quello di realizzare una struttura dove consentire alle nostre migliori risorse sanitarie di lavorare ed esprimersi qui, senza fare la fortuna dei presidi del nord Italia. Basta con la politica dell'orticello. Pensiamo in grande e guardiamo al futuro". Il sindaco di San Lucido aggiunge alla sua “riflessione - progetto”: “È chiaro che la partita per un bene così prezioso come la salute può essere vinta solo con la sinergia tra istituzioni e anche i comuni hanno un ruolo cardine da giocare, fornendo il proprio costruttivo contributo per ottenere il migliore risultato possibile che favorisca la comunità, mettendo da parte ogni sterile polemica”. L'idea adesso verrà veicolata ai sindaci del Tirreno cosentino, e poi all'azienda sanitaria provinciale e alla Regione Calabria.



Il piano di riordino della rete ospedaliera, come è noto fa discutere. Da tempo è in atto la “protesta” del comitato per la salute pubblica, di parte di alcuni sindacati, di parte dei rappresentanti del mondo sanitario, di liberi cittadini sullo spostamento della chirurgia dall'ospedale San Francesco di Paola verso il “Iannelli” di Cetraro. Il sindaco De Tommaso, spiega: “nel corso del consiglio comunale aperto tenutosi a Paola il 29 luglio, ho ritenuto utile mettere in luce le criticità dell’attuale sistema organizzativo della sanità tirrenica. Allo stato attuale, considerate le gravi carenze strutturali ed operative dei nostri centri ospedalieri, sotto organico e con insostenibili situazioni di inefficienza, è sotto gli occhi di tutti il grave disservizio cui sarebbe sottoposto chi dovesse ricevere, ad esempio, trasfusioni o trattamenti di pari urgenza da parte di strutture allocate ad alcuni chilometri di distanza tra di loro, come nel caso di Paola e Cetraro; ciò anzi potrebbe addirittura mettere a repentaglio l’incolumità dei pazienti stessi”.



Infine, per De Tommaso: “alimentare diatribe è un esercizio inutile, addirittura pericoloso, perché si corre il rischio di lasciare in secondo piano la questione più importante e più urgente che è appunto quella della salute del cittadino; come fa un cittadino calabrese a curarsi? È questa la domanda cui dobbiamo dare urgentemente risposta. Il sistema di collegamenti e sinergie che si intende attuare, in cui i reparti ospedalieri di riferimento saranno collegati in rete con le ambulanze in tutta la regione, è certamente una proposta all’avanguardia e di grande utilità per la tutela del bene primario della salute, specie nei casi di patologie tempo-dipendenti, in cui è fondamentale intervenire in tempi strettissimi; questa rete di emergenza integrata tuttavia, non può prescindere dal necessario ripensamento delle odierne strutture ospedaliere, in alcuni casi fatiscenti, in altri comunque vetuste e inidonee ad ospitare degnamente le attività sanitarie cui sono preposte".



L'INTERVENTO DEL COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE

PAOLA – Il comitato per la difesa della salute di Paola ha la sua idea in merito alla proposta di De Tommaso. “In queste ultime ore – sostiene in un comunicato - leggiamo le dichiarazioni di alcuni amministratori locali, finora assenti, che parlano della costruzione di un ospedale unico e che bollano le nostre battaglie come “guerre tra poveri”. È una strategia – secondo il comitato - messa in atto da chi vuole spostare l’attenzione e il dibattito su un problema serio ed imminente.

Non capiamo come si possa parlare di ospedale unico senza che ci sia nessuna previsione in tal senso, peraltro in un contesto in cui c’è una battaglia a difesa di una struttura che è perfettamente funzionante e nella quale sono stati spesi già milioni di euro di soldi pubblici. C’è chi vuole fare ancora politica - aggiungono i componenti del comitato - su un tema importante come quello della sanità ed è disponibile a svendere un territorio e i suoi cittadini. Restiamo in campo – concludono - e, anzi, auspichiamo che tutti gli amministratori pubblici abbiano il coraggio di intervenire”.



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