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Corigliano Rossano, Statuto: l'ex sindaco Antoniotti: «No alle passerelle»

“Mi sarei aspettato che prendesse forma e sostanza lo spirito costituente, dettato da un referendum popolare, invece è stato vanificato con la nomina di una commissione, peraltro non paritaria tra maggioranza ed opposizione, e che ora fa ricorso alla “fase di ascolto” e si è guardata bene dal dare un’indicazione, seppur di massima, sui valori e principi sui quali articolare le “regole“ statutarie”.


CORIGLIANO ROSSANO – 11 lug. 20 - No alla "passerella" per lo Statuto. Va rispettata la volontà popolare referendaria. Sulla questione interviene l'ex sindaco Giuseppe Antoniotti, promotore, da sindaco della città di Rossano, della fusione con Corigliano. «“Grazie dell’invito, ma rinuncio alla passerella offerta dalla fase di ascolto”: così – fa sapere Antoniotti - ho risposto alla presidente della Commissione consiliare Statuto. 'Mi sarei aspettato che prendesse forma e sostanza – ho sottolineato nella risposta - lo spirito costituente, dettato da un referendum popolare, invece è stato vanificato con la nomina di una commissione, peraltro non paritaria tra maggioranza ed opposizione, e che ora fa ricorso alla “fase di ascolto” e si è guardata bene dal dare un’indicazione, seppur di massima, sui valori e principi sui quali articolare le “regole“ statutarie. Evidentemente la commissione consiliare ha ritenuto di riempire il “vuoto” con l’affiancamento di una commissione tecnico-scientifica dove è presente un professore Unical di economia che è stato vicepresidente della giunta regionale guidata da Loiero ed insieme hanno avviato, con la drastica riduzione da 11 a 5 delle Unità sanitarie locali, la "deriva" della sanità che attraverso il decentramento tutelava le esigenze del territorio. Ed il decentramento al pari della partecipazione è un principio connaturato alla strategia della fusione che non può non trovare giusta e significativa collocazione nello statuto del nuovo Comune.

Ed il professore dell’Unical non mi sembra abbia operato, quando ha avuto competenze di governo del territorio, in tal senso. Nessuna indicazione, dunque, su come declinare i valori-principi, peraltro “garantiti” dalla normativa nazionale, di decentramento, di sussidiarietà, di partecipazione connessi con l’esercizio della sovranità popolare e legati all’organizzazione dei servizi sul territorio, alla “macchina amministrativa” che non precedono, semmai seguono, l’istituzione di organi di gestione territoriale (i Municipi), eletti a suffragio universale. Nessuna traccia sugli indirizzi di partecipazione dei cittadini: referendum consultivo con modalità di voto on line; l’istituzione, in ciascuna contrada e/o frazione del territorio, di una Consulta, con rappresentanti nominati dalle organizzazioni della produzione, del lavoro, delle professioni e dell’associazionismo; una partecipata riformulazione delle “politiche sociali”, intesa ad introdurre un modello sostenibile, efficace ed efficiente, rispondente ai bisogni emergenti, ovvero un Welfare territoriale che dal modello distributivo, risorse allocate nei vari servizi ed interventi, passi ad uno produttivo, in grado di generare risorse proprie; il bilancio partecipato, ovvero il coinvolgimento degli organi territoriali, sin dalla fase di elaborazione, alle scelte di politiche pubbliche socio-economiche, in particolare, appunto, di bilancio nonchè ai piani di razionalizzazione dell’imposizione fiscale vincolati alla qualità dei servizi e associati all’introduzione del ‘quoziente famigliare’; l’allocazione dei finanziamenti statali e regionali derivanti dalla fusione, insieme con i trasferimenti erariali in conto capitale, in un fondo per gli investimenti e per migliorare in qualita’ e quantità i servizi. Le “passerelle” per la “fase di ascolto” non mi interessano, ed ho così concluso: “Sono stato il promotore, da sindaco della città di Rossano, della fusione con la città vicina ed amica di Corigliano, accompagnandola con un progetto di sviluppo sostenibile per il territorio. E’ questa la strada che voglio continuare a percorrere nel rispetto della volontà popolare che si è espressa nel referendum del 22 ottobre del 2017. La ‘Carta costituzionale’ del nuovo Comune dovrà segnare, come pietre miliari, quella strada nel rispetto delle identità delle due Comunità. Mi troverete, se ci sarete, a percorrere questa strada» .

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