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Cetraro, oggi l'interrogatorio di garanzia per l'ex consigliere regionale Aieta

Per Aieta è stato disposto il divieto di dimora in Calabria, come misura restrittiva legata all'indagine 2018 -2020


CETRARO – 16 gen. 23 - E' fissato per oggi l'interrogatorio di garanzia dell'ex consigliere regionale Giuseppe Aieta. Sarà il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, Rosamaria Misiti a porre le domande all'insegnante cetrarese e per determinarsi in merito anche sull'eventuale prosecuzione della misura. Lo ricordiamo, per Aieta, è stato disposto il divieto di dimora in Calabria a causa di un possibile inquinamento delle prove, unica misura prevista fra tutti gli indagati. Accompagnerà Aieta in tribunale il difensore di fiducia, Vincenzo Adamo.



I fatti contestati, relativi alla presunta corruzione elettorale, risalgono al 17 gennaio 2018, altre questioni arrivano anche ai mesi del 2020. Assieme ad Aieta, sono indagati anche il sindaco di Acri, Pino Capalbo; il sindaco di Longobucco, Giovanni Pirillo; l’imprenditore Emilio Morelli di Roggiano Gravina; l'amministratore delegato della Sateca, Dante Ferrari; Giuseppe Tucci, azionista della stessa società delle Terme; Mario Schiavoni dipendente della Sateca e Giuseppe Chiaradia, di Corigliano Rossano, medico e imprenditore nel campo della sanità. Il Gip, eventualmente punterà a chiarire ulteriori aspetti sull'impianto accusatorio messo su carta bollata dalla Procura di Paola, coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni. Al momento, come è ormai noto, alla richiesta di una misura ancor più restrittiva, anche per altri indagati, e quindi non soltanto per Giuseppe Aieta, c'è stata la decisione che riguarda il solo ex consigliere regionale dalla Calabria, allontanato dalla regione. L'esigenza delle misure cautelari restrittive sarebbe venuta meno nel frattempo, anche perchè sarebbe pure mutato il quadro politico di riferimento rispetto al periodo dei fatti contestati.



Alla base delle indagini, in ogni caso, ci sarebbero anche delle intercettazioni e produzioni documentali che fornirebbero indicazioni precise agli inquirenti. Sarà cura dell'avvocato difensore, Adamo, ed anche dello stesso ex consigliere regionale smontare il castello accusatorio, già da oggi, nel caso decida di rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari. Ci sono problematiche da chiarire anche in relazione alla struttura speciale dell'ex consigliere regionale e alle assunzioni, alle missioni, che avrebbero avuto, secondo le accuse, per Aieta, il riscontro di un tornaconto politico. Fatti da chiarire in relazione alla retribuzione dell'autista dell'ex consigliere regionale; incarichi non espletati a fronte di retribuzioni percepite; questioni legate a strutture sanitarie dell'area jonica, sempre con l'obiettivo, secondo l'impianto accusatorio, di ottenere un ritorno di tipo politico. Così come sarebbe stata concordata la mozione presentata da Aieta in data 22 gennaio 2019 con la quale venivano recepite le indicazioni che il privato e controinteressato alla struttura termale avrebbe fornito, al fine di perseguire gli interessi esclusivi della Società e a danno dei Comuni di Guardia Piemontese ed Acquappesa. Il documento sarebbe stato prodotto senza interloquire con le controparti, i due enti interessati. Al momento, vista la misura in atto, Giuseppe Aieta, indagato principale, sarà sentito oggi, per gli altri indagati invece si prospettano tempi e modalità diverse eventualmente da concordare con gli altri avvocati di fiducia: Franz Caruso, Nicola Carratelli ed Enzo Belvedere.