top of page

Cetraro, il "Caso" dell'ex consigliere regionale Aieta e le contestazioni

Per Aieta, il Gip ha disposto la misura del divieto di dimora in Calabria, in attesa che venga chiarita la sua posizione



CETRARO – 13 gen. 23 - L’ex consigliere regionale del Partito democratico ed ex sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta è stato raggiunto da una misura cautelare interdittiva disposta dal Gip di Paola su richiesta della procura, coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni. Al momento per Aieta è stata disposta la misura del divieto di dimora in Calabria. Il capo principale contestato all'ex consigliere regionale Aieta, oggi esponente di Italia viva, riguarda un presunto voto di scambio legato anche alla struttura della Sateca e quindi alle Terme di Guardia piemontese. Ovviamente, si tratta della fase preliminare delle indagini e, quindi, l'ex consigliere regionale Giuseppe Aieta, assistito dall'avvocato di fiducia, Vincenzo Adamo, così come anche gli altri indagati potranno, eventualmente, dimostrare la propria innocenza.



Giuseppe Aieta, risulta indagato in qualità di pubblico ufficiale, quale ex consigliere regionale calabrese nella consiliatura 2014 - 2019 e candidato alle elezioni regionali calabresi tenutesi il 26 gennaio 2020; Dante Ferrari, quale socio della società Sateca e soggetto avente il ruolo di rappresentante della stessa società nella interlocuzione con gli organi istituzionali investiti della vicenda afferente le terme di Guardia Piemontese; Giuseppe Tucci, in qualità di legale rappresentante del comitato dei lavoratori delle Terme Luigiane, nonché proprietario di quote azionarie della Sa.Te.Ca. S.D.a.: Mario Schiavoni, quale dipendente della Sateca. Secondo le prime ipotesi di accusa, Schiavoni e Tucci, per conto di Dante Ferrari avrebbero procacciato voti a favore di Aieta. E , quest'ultimo avrebbe accettato la promessa di sostegno elettorale e di procacciamento di voti da parte di Ferrari, in occasione delle elezioni e, secondo l'accusa, ricevendo ulteriori utilità da parte della Sateca e dello stesso Dante Ferrari, a favore di terzi beneficiari. Secondo le ipotesi formulate, nell'azienda Sateca sarebbero state assecondate le richieste di assunzione provenienti da Giuseppe Aieta per numerosi soggetti segnalati da Aieta. Questa situazione, insomma, avrebbe consentito a Giuseppe Aieta un accrescimento del consenso, quale corrispettivo della "messa a disposizione della funzione" da parte del consigliere regionale e del compimento di atti contrari ai doveri dell'Ufficio.



All'ex consigliere regionale Giuseppe Aieta viene anche contestato di aver concordato con Ferrari “in modo occulto” al di fuori delle sedi istituzionali preposte e senza interlocuzione con le controparti pubbliche del procedimento amministrativo, i Comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa, le azioni da intraprendere al fine di assecondare le pretese dello stesso Ferrari e segnatamente per ottenere la stabilizzazione della posizione contrattuale della Sateca quale sub concessionaria fino all'anno 2036. A Giuseppe Aieta viene contestato il fatto che si sarebbe adoperato ripetutamente affinché la Regione provvedesse alla soppressione della posizione del ruolo di concessionari da parte dei comuni di Guardia piemontese e Acquappesa e conseguentemente si instaurasse un rapporto concessorio diretto e definitivo (o quanto meno fino all'anno 2036) tra la Regione e la Sateca (a danno dei Comuni) anche attraverso condotte ritenute collusive con il Ferrari, al di fuori delle sedi istituzionali preposte e senza interlocuzione con le controparti del procedimento amministrativo (i Comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa) in modo da poter realizzare senza alcun ostacolo l'obiettivo. A Giuseppe Aieta viene anche contestato il fatto di essersi adoperato affinché non venisse consentito l'aumento del canone del pagamento delle acque termali che la Sateca corrispondeva ai Comuni che per effetto della esiguità dei canoni rischiavano il dissesto finanziario.