Belvedere, centro covid nella ex casa di cura Spinelli: si innesca la polemica

Arci: “In attesa dell’autorizzazione sanitaria, nello spirito di solidarietà e di aiuto alle fasce deboli della popolazione ho ritenuto opportuno mettere a disposizione della comunità, a titolo assolutamente gratuito, la ex Casa di Cura di Belvedere Marittimo”


BELVEDERE – 20 mag. 21 - Si è innescata una polemica sulla presenza di una struttura “a disposizione” di cittadini colpiti dal Covid. Rischia di intraprendere la strada della carta bollata, la polemica innescata tra il sindaco Vincenzo Cascini ed il legale rappresentante dell’Aias di Cetraro onlus, Maurizio Arci. Quest'ultimo ha ospitato due cittadini, positivi al Covid 19, nell’ex Casa di Cura Spinelli, insieme ai rispettivi familiari. La ex Casa di cura Spinelli si trova nel centro storico di Belvedere. Maurizio Arci spiega i termini della questione: “In attesa dell’autorizzazione sanitaria, nello spirito di solidarietà e di aiuto alle fasce deboli della popolazione che animano la mission dell’Aias, ho ritenuto opportuno mettere a disposizione della comunità belvederese, oltre che di tutto il territorio dell’alto Tirreno cosentino, a titolo assolutamente gratuito, la ex Casa di Cura di Belvedere Marittimo, adeguata ai requisiti strutturali e tecnologici previsti dalla normativa vigente, oltre che completa di qualsiasi confort per accogliere pazienti positivi al Covid-19, asintomatici o paucisintomatici, che non necessitano di cure ospedaliere ma che, al contempo, non hanno la possibilità di trascorrere il periodo di isolamento domiciliare presso la propria abitazione”.



Secondo Arci, il sindaco avrebbe “manifestato il suo assoluto ostruzionismo”. Avrebbe “sabotato l’utilizzo della storica Casa di Cura che potrebbe rappresentare una straordinaria risposta a un territorio povero ed affamato di assistenza e servizi sanitari”. Avrebbe “ostacolato l’apertura di un Covid Hotel, incurante che in Calabria, e soprattutto nella provincia di Cosenza, si registra ancora un numero significativo di contagi”. Nel corso di una riunione in Prefettura, Arci, rivela di essere venuto a conoscenza di una lettera, inviata anche alla Regione, ai Nas, all’Asp di Cosenza, nella quale si informano gli organismi competenti che nel centro storico si starebbero “ospitando abusivamente delle persone positive al Covid, in una struttura priva delle autorizzazioni necessarie, pur consapevole – afferma Arci - che la Spinelli, già attiva all’inizio del '900, è dotata di agibilità per non aver mai mutato la destinazione d’uso. Non riesco a capire le motivazioni di tale gesto. Nel rispetto della la legge, io ho comunicato immediatamente al sindaco ed alle autorità competenti l’ospitalità gratuita offerta a concittadini che non avevano la possibilità di sottoporsi a quarantena fiduciaria presso la propria abitazione. Il sindaco non ha risposto, preferendo intervenire presso altri Enti” .



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