Arcomagno a pagamento: "no grazie”. La senatrice Granato contesta l'ordinanza

Definita "discutibile" l'ordinanza del sindaco Madeo sulla regolamentazione degli accessi all'Arcomagno. Per la senatrice Granato non è possibile far pagare l'accesso in un'area demaniale



SAN NICOLA ARCELLA – 27 lug. 22 - La senatrice Bianca Laura Granato di “Ancora Italia” si mette di traverso in riferimento all'ordinanza del sindaco Madeo che dispone regole ben precise per l'ingresso e la permanenza nel sito naturalistico dell'Arcomagno. Ovviamente, come recita la norma, il provvedimento è impugnabile con ricorso giurisdizionale dinanzi al Tar della Calabria entro il termine di sessanta giorni, decorrenti dalla notifica o comunque dalla piena conoscenza dell'atto. C'è anche la possibilità di presentare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. La senatrice Granato definisce “discutibile” l'ordinanza del 21 luglio. Mentre il provvedimento, tutto sommato, sembra raccogliere il favore di tanti cittadini e bagnanti. La senatrice Granato contesta “non solo l’introduzione di ticket per fruire di un luogo straordinario a cui la comunità ha sempre avuto libero accesso, ma addirittura un controllo serrato di vigilanza. E’ vergognoso che questo tratto di demanio particolarmente suggestivo venga precluso anche ai bagnanti”.



Si contesta anche: “il divieto di portare sdraio, ombrelloni, asciugamani ed altri oggetti ingombranti, nonchè alimenti di qualsiasi genere; divieto di spingersi fin sotto la grotta, per pericolo caduta massi e divieto di passaggio in mare sotto l’arco per ragioni di sicurezza (tale divieto riguarda imbarcazioni, pattini e bagnanti)”. Secondo la senatrice Granato: “L’accesso al demanio non può essere precluso nemmeno dai concessionari di lidi ai cittadini. Qui invece si impone addirittura un ticket anche solo per accedere. Ricordiamo – scrive – che il demanio è pertinenza statale e nessuno può impedire l’accesso. Non solo vengono introdotte rigide regole all’accesso a questo luogo straordinario simbolo in positivo della bellezza della Calabria, ma ci si chiede di pagare per sostenere i costi delle limitazioni imposte. Paghiamo per la sottrazione del diritto di fruire liberamente di una spiaggia che dovrebbe essere accessibile a tutti! Siamo davvero al paradosso. Il sindaco – conclude la senatrice Granato – si occupi di vigilare sulla salvaguardia dell’Arcomagno, sostenendo le spese di vigilanza, dando fiducia ai cittadini: visto che con questa decisione ha dimostrato di considerarli tutti incivili”.



Sull'ordinanza, invece, si era espressa favorevolmente l'associazione Italia nostra per la quale: “è necessario assicurare un efficace controllo e la manutenzione del sito, due azioni indispensabili che ancor di più ci riportano alla inevitabile introduzione di un biglietto d’ingresso che non solo può costituire un canale utile al miglioramento della sostenibilità finanziaria del complesso dell’Arcomagno, ma può essere determinante per gestire al meglio le politiche di conservazione di un sito che deve diventare area protetta, da congiungere con la vicina ZSC, limitando i danni prodotti da un accesso indiscriminato. Vi è infatti una accertata stretta relazione tra la disponibilità alla bigliettazione dei visitatori e la loro sensibilità sulle tematiche ambientali, soprattutto se accompagnata da chiarezza e trasparenza sull’impiego delle risorse che ne derivano.

Le somme incassate dovranno essere destinate unicamente a interventi legati al sito , quindi per la pulizia di alcune aree, per la manutenzione dei sentieri , la manutenzione dei versanti rocciosi e anche per la comunicazione o la sensibilizzazione alle tematiche ambientali”.