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Venti anni fa la scomparsa di Luigi Sebillo: un caso ancora irrisolto e aperto

L'avvocato Francesco Liserre in difesa della famiglia si era opposto all'archiviazione: ci sarebbero ancora dubbi da sciogliere



PRAIA A MARE – 24 feb. 23 - Una delle 24.369 persone scomparse in Italia, nell'elenco, e non ritrovate. Ieri, sono trascorsi venti lunghi anni, dalla scomparsa di Luigi Sebillo; il 23 febbraio del 2003, ancora 16enne, scomparve in mare, nelle acque vicino all'isola Dino. Un caso ancora irrisolto. Ma il legale della famiglia Sebillo, l'avvocato Francesco Liserre, evidenzia lo stato delle indagini, ancora aperte, e che attendono una risposta. Il legale ha voluto ricordare che, sin dallo scorso 17 settembre del 2021, si è ancora in attesa che venga sciolta la riserva sulla camera di consiglio del Gip del tribunale di Paola sull'opposizione alla richiesta di archiviazione. La famiglia resta quindi in attesa di capire se il caso verrà riaperto, con la valutazione anche di ulteriori elementi, oppure se quella fiammella che resta ancora accesa debba spegnersi.



Luigi Sebillo, nato a Maratea il 13 aprile del 1987, quel 23 febbraio 2003, secondo quanto si legge agli atti, intorno alle 6.45, si era recato a casa di un amico, un coetaneo. Avevano organizzato, il giorno prima, una battuta di pesca in barca. “Da quel momento – si legge - Luigi scompare inspiegabilmente e una fitta rete di dubbi e di misteri, ancora oggi, connotano questa drammatica vicenda, semplicisticamente ed aprioristicamente liquidata, come annegamento in mare”. Insomma, la dinamica dei fatti non ha mai convinto del tutto i familiari di Luigi Sebillo che, appunto, con l'intervento dell'avvocato di fiducia, Francesco Liserre, si sono opposti alla richiesta di archiviazione del caso. Non sono mai stati chiariti del tutto alcuni aspetti, come per esempio, l'orario preciso in cui Sebillo si è recato in mare. In quel particolare giorno, si racconta: a causa del forte vento di terra, i ragazzi erano stati costretti ad abbandonare la barca dove si trovavano, che si allontanava dalla costa.



Uno solo dei due ragazzi era riuscito a raggiungere la riva. Due ore circa di nuoto. Sono diverse le questioni che i familiari di Sebillo vorrebbero chiarire. Già nel 2007, gli avvocati ed i familiari avevano inserito in una dettagliata memoria gli elementi che non combacerebbero fra le versioni ufficiali, quelle raccontate e quelle raccolte. Della vicenda si è anche occupata la trasmissione “Chi l'ha visto?”. Nei giorni successivi alla scomparsa, i sub riuscirono a trovare nei fondali, a circa venti metri di profondità e a 200 metri dalla riva la canna da pesca, gli occhiali, la maglietta della tuta ed il cappellino dello scomparso. La barca era stata ritrovata il 23 febbraio alle 14.10 a nord dell’isola di Dino con a bordo il cellulare.



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