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Reggio Calabria, frode sul gas medicale: 12 indagati e misure cautelari del Nas

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  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Carabinieri Nas durante un’operazione sanitaria a Reggio Calabria


Frode sul gas medicale a Reggio Calabria, indagine della DDA su falsi, truffe e corruzione ai danni del Sistema Sanitario



12 gennaio 2026


Nella mattinata odierna i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas) di Reggio Calabria, con il supporto del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli e dei reparti territoriali dell’Arma, hanno dato esecuzione a una ordinanza di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.



Frode sul gas medicale a Reggio Calabria: le misure cautelari

L’ordinanza riguarda 12 persone, ritenute responsabili – a vario titolo – dei reati di associazione per delinquere, falso ideologico e materiale, esercizio abusivo della professione sanitaria, accesso abusivo a sistema informatico, truffa aggravata ai danni del Sistema Sanitario Nazionale, favoreggiamento personale, peculato e corruzione.

In particolare, sono stati disposti:

  • arresti domiciliari per 4 soggetti;

  • misure interdittive nei confronti di 3 persone;

  • obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri 3 indagati;

  • interdizione dalle attività professionali e sanitarie per 2 soggetti.



Associazione per delinquere e truffa al Sistema Sanitario

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, sarebbe operante un sodalizio criminale attivo tra Reggio Calabria e provincia, composto dal titolare e da dipendenti di una ditta di trasporti, dal responsabile commerciale per la Calabria di una multinazionale del settore dei gas medicali, oltre che da farmacisti, medici specialisti dell’Asp, medici di base, faccendieri e pazienti conniventi.


Gas medicale mai consegnato e documenti falsi

Le investigazioni, condotte attraverso attività tradizionali e tecniche, avrebbero consentito di ricostruire – allo stato degli atti – un meccanismo fraudolento basato sull’uso di piani terapeutici, prescrizioni mediche e documenti di trasporto falsi, attestanti la consegna di bombole di gas medicale in realtà, secondo gli investigatori, mai recapitate.

I dispositivi sanitari, destinati a pazienti affetti da gravi patologie respiratorie o terminali, sarebbero stati addebitati indebitamente al Sistema Sanitario Nazionale e a quello Regionale, generando un danno economico rilevante.



Sequestro della ditta e di 48 mila euro

Oltre alle misure personali e interdittive, il G.I.P. ha disposto il sequestro della ditta di trasporti coinvolta nella gestione e distribuzione del gas medicale, nonché il sequestro di 48.000 euro nei confronti della multinazionale fornitrice del dispositivo sanitario.




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