"Tabula rasa" a Cetraro, il Tribunale di Paola convalida i cinque arresti
- miocomune.tv

- 2 giorni fa
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L'operazione Tabula Rasa a Cetraro: cinque arresti e oltre 5 chili di cocaina sequestrati nei giorni scorsi, la convalida del Gip
20 gennaio 2026
Il Tribunale di Paola ha convalidato gli arresti eseguiti nell’ambito dell’operazione “Tabula Rasa”, scattata il 16 gennaio scorso a Cetraro, sul Tirreno cosentino, disponendo la custodia cautelare in carcere per tutti e cinque gli indagati. La decisione è stata assunta dal giudice per le indagini preliminari Maria Grazia Elia, al termine dell’udienza di convalida di ieri.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati oltre cinque chili e mezzo di cocaina e circa 760 grammi di hashish, oltre a una ingente somma di denaro contante, superiore ai centomila euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio.
Operazione Tabula Rasa a Cetraro: chi sono i cinque arrestati
A finire in manette sono stati Elia Ricco, 28 anni, Marco Ricoso, 44 anni, e Armando Tricarico, 51 anni, tutti residenti a Cetraro. Custodia cautelare confermata anche per Rosario Commodaro, 56 anni, di Stilo, e Anthony Scrivo, 24 anni, originario di Soverato e residente a Stilo.
I cinque sono accusati, a vario titolo e in concorso tra loro, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata sia dal numero dei soggetti coinvolti che dall’ingente quantitativo di droga sequestrata.

Il sequestro: cocaina, hashish, denaro e strumenti per lo spaccio
L’operazione è scattata nel pomeriggio del 16 gennaio durante un servizio di controllo della Guardia di Finanza, condotto dai militari della Compagnia di Paola e della Tenenza di Cetraro, sotto il coordinamento del comando provinciale di Cosenza.
In località Santa Lucia, i finanzieri hanno notato movimenti sospetti attorno ad alcune autovetture parcheggiate in modo anomalo. In particolare, l’attenzione si è concentrata su una Fiat 500, sulla quale uno degli indagati stava smontando una modanatura del paraurti, creando – secondo l’accusa – un doppio fondo per il trasporto di stupefacenti.
Il controllo è stato poi esteso a un immobile situato in una zona isolata, dove sono stati rinvenuti cinque panetti di cocaina, parte dei quali già in fase di lavorazione, oltre a sostanze da taglio, bilance, materiale per il confezionamento e il sottovuoto. In un locale seminterrato è stata trovata anche marijuana per circa 760 grammi.
La decisione del gip: “gravi indizi di colpevolezza”
Nell’ordinanza di convalida, il giudice ha evidenziato come l’arresto sia avvenuto in flagranza di reato e nel pieno rispetto delle norme procedurali. Sono stati riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di tutti e cinque gli indagati, alla luce delle modalità dell’intervento, della disponibilità diretta della droga e dell’immobile e dei ruoli ricoperti da ciascuno.
Determinante anche il sequestro di oltre centomila euro in contanti, somma che non ha trovato giustificazioni ritenute attendibili e che, secondo il giudice, è verosimilmente riconducibile all’attività di spaccio.
Custodia cautelare in carcere: rischio di reiterazione del reato
Quanto alle esigenze cautelari, il Tribunale ha ritenuto concreto e attuale il pericolo di reiterazione del reato. La quantità e la varietà dello stupefacente, l’organizzazione dell’attività, l’uso di luoghi isolati, di veicoli modificati e di strumenti di controllo dell’area, come un binocolo rinvenuto in una delle auto, delineano secondo gli investigatori un traffico strutturato e non occasionale.
Per questi motivi è stata disposta la custodia cautelare in carcere per tutti e cinque gli indagati.
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