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Scalea, condanna per maltrattamenti in famiglia: tre anni di reclusione. La Ginestra al fianco della vittima

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Sentenza del Tribunale di Paola contro un uomo di Scalea: riconosciute le violenze fisiche e psicologiche sulla compagna. Risarcimento per la vittima e per lo sportello antiviolenza La Ginestra



Tribunale di Paola processo violenza domestica



7 marzo 2026 - Ore 15.05




Il Tribunale di Paola ha condannato nei giorni scorsi a tre anni di reclusione un uomo originario di Scalea,C. N. C., ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia ai danni della compagna. La sentenza è stata pronunciata dal collegio presieduto dal giudice Salvatore Carpino, con a latere i magistrati Luca Napolitano e Maria Grazia Bellomusto, al termine di un procedimento giudiziario avviato dopo la querela presentata dalla donna.

Nel processo si sono costituite parte civile la persona offesa, assistita dall’avvocato Teresa Sposato, e lo Sportello Antiviolenza La Ginestra, rappresentato dall’avvocato Fabio Spinelli, riconosciuto in precedenti procedimenti come soggetto legittimato a intervenire nei processi relativi ai reati di violenza domestica e di genere.

Il tribunale ha riconosciuto la piena responsabilità dell’imputato per le condotte di violenza fisica e psicologica, disponendo oltre alla pena detentiva anche il risarcimento dei danni in favore della vittima e dell’associazione antiviolenza.





Condanna per maltrattamenti in famiglia a Paola: le decisioni del tribunale

La sentenza pronunciata dai giudici del Tribunale di Paola conclude un percorso giudiziario complesso. L’uomo era già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento e al braccialetto elettronico durante la fase delle indagini.

Oltre ai tre anni di reclusione, il collegio giudicante ha disposto:

  • risarcimento dei danni alla persona offesa e allo sportello antiviolenza La Ginestra;

  • interdizione temporanea dai pubblici uffici per cinque anni;

  • refusione delle spese legali sostenute dalle parti civili.

Secondo quanto emerso nel procedimento, la decisione rappresenta un ulteriore passaggio nel contrasto ai reati di violenza domestica, fenomeno su cui negli ultimi anni l’attenzione della magistratura e delle istituzioni è cresciuta anche nel territorio dell’alto Tirreno cosentino.




Il ruolo dello sportello antiviolenza La Ginestra nei processi per violenza domestica


La Ginestra sarà risarcita da un uomo di Scalea condannato per maltrattamenti
Fiordalisi e Sposato

Il procedimento ha evidenziato anche il ruolo della rete di protezione territoriale e in particolare dello Sportello Antiviolenza La Ginestra, da anni impegnato nel sostegno alle donne vittime di abusi.

La costituzione dell’associazione nel processo aveva lo scopo di affiancare la vittima nel percorso giudiziario e ribadire l’importanza del lavoro svolto dai centri antiviolenza, che spesso accompagnano le donne dalla denuncia fino alle fasi del processo.

Negli ultimi mesi l’associazione ha rafforzato la propria presenza istituzionale anche attraverso protocolli operativi con le procure del territorio.



I protocolli con le Procure di Paola e Cosenza

Il primo accordo è stato siglato con la Procura della Repubblica di Paola, guidata dal procuratore Domenico Fiordalisi, con l’obiettivo di definire procedure condivise per interventi tempestivi e coordinati nei casi di violenza domestica.

Successivamente il modello è stato esteso anche alla Procura della Repubblica di Cosenza, attraverso un protocollo firmato dal procuratore capo Vincenzo Capomolla e dal procuratore aggiunto Antonio D’Alessio.

L’intesa consolida una rete istituzionale più ampia e uniforme, riconoscendo allo sportello antiviolenza un ruolo stabile nella tutela delle vittime.



Violenza domestica, le parole della presidente della Ginestra

Soddisfazione per l’esito del processo è stata espressa dall’avvocato Teresa Sposato, presidente dello sportello antiviolenza La Ginestra e legale della vittima.

«La decisione del Tribunale rappresenta un ulteriore passo nel riconoscimento della gravità dei reati di maltrattamento e del valore del sostegno offerto alle donne che trovano il coraggio di denunciare», ha dichiarato.

La presidente ha sottolineato anche il valore simbolico della sentenza:

«Sono soddisfatta per il risultato ottenuto e profondamente orgogliosa di aver accompagnato un’altra donna verso la conquista della sua libertà. Ogni sentenza che riconosce la verità e condanna la violenza è un passo avanti non solo per la vittima, ma per tutte le donne che ancora vivono nel silenzio e nella paura».



Un segnale per il territorio dell’alto Tirreno cosentino

La condanna pronunciata a Paola rappresenta un segnale rilevante per il territorio, dove negli ultimi anni si registra un aumento delle richieste di aiuto e delle denunce per maltrattamenti in famiglia.

In questo contesto l’azione dei centri antiviolenza e delle istituzioni assume un ruolo decisivo nella prevenzione, nell’ascolto e nella tutela delle vittime.

Lo sportello La Ginestra, riconosciuto anche in sede giudiziaria, continua a rappresentare un presidio fondamentale per le donne che decidono di denunciare e intraprendere un percorso di uscita dalla violenza.


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