Demanio a Praia a Mare, il Senato approva: dopo 40 anni verso la soluzione del caso delle aree sdemanializzate
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Praia a Mare, disegno di legge Rapani approvato al Senato: verso la fine del limbo giuridico per case e hotel costruiti sui terreni sdemanializzati

6 marzo 2026 - Ore 22.40
Dopo oltre quarant’anni di incertezza amministrativa e giuridica, il Senato ha approvato il disegno di legge n.1692, presentato dal senatore Ernesto Rapani (Fratelli d’Italia), che mira a risolvere definitivamente il contenzioso sulle aree sdemanializzate di Praia a Mare. Il provvedimento, discusso a Palazzo Madama e ora atteso alla Camera dei deputati, punta a dare certezza giuridica a un intero quartiere della cittadina tirrenica sorto su terreni che, pur ceduti dallo Stato al Comune, sono rimasti per decenni in un limbo proprietario.
Praia a Mare e le aree sdemanializzate: una vicenda iniziata negli anni Settanta
La complessa vicenda affonda le radici negli anni Settanta. L’arretramento naturale del mare portò alla formazione di nuovi arenili su cui, tra il 1960 e il 1973, furono costruite abitazioni, strutture alberghiere e perfino la sede municipale.
Per risolvere la questione, nel 1983 fu approvata una normativa specifica, passata alla storia come “legge Praia a Mare”, che autorizzava la cessione di quei terreni dallo Stato al Comune.
Tuttavia il percorso amministrativo si arenò in un lungo contenzioso legato alla valutazione economica delle aree, concluso solo nel 2009 con una transazione da circa sei milioni di euro. Nonostante ciò, la legge non è mai stata pienamente attuata, lasciando proprietari e imprese in una condizione di incertezza.
Il relatore Orsomarso: “Restituiamo dignità alla città”
Nel corso del dibattito parlamentare, il relatore del provvedimento, il senatore Fausto Orsomarso (FdI), ha sottolineato il significato politico dell’iniziativa.
«Scriviamo una pagina di buona politica, restituendo dignità a una città che, per un problema di interpretazione autentica, non poteva veder realizzata la legge fatta nel 1983».
Secondo Orsomarso, l’indeterminatezza degli atti notarili ha avuto conseguenze concrete sull’economia locale.
«Hotel e abitazioni non possono avere neanche credito proprio perché resta questa indefinitezza dal punto di vista dell’atto notarile».
Alla discussione in Senato hanno assistito anche il sindaco di Praia a Mare Antonino De Lorenzo e la vicesindaca Maria Pia Malvarosa, presenti in tribuna durante la votazione finale.
Praia a Mare, il dibattito politico: tra tutela ambientale e diritti dei cittadini
Il provvedimento ha acceso un confronto politico acceso tra maggioranza e opposizione.
Particolarmente critica la senatrice Dafne Musolino (Italia Viva), che ha sollevato dubbi sulle possibili conseguenze urbanistiche della norma.
«Ma siamo davvero interessati alla tutela ambientale, alla difesa del territorio? O tutte queste sono semplicemente favolette che ci raccontiamo gli uni con gli altri?».
Secondo la senatrice, il rischio è che la normativa non stabilisca limiti sufficientemente chiari contro eventuali operazioni speculative:
«Che quella casetta sul mare... non si trasformerà in un resort sulla spiaggia».
L’astensione di M5S e Partito Democratico
Il Movimento 5 Stelle ha scelto l’astensione, riconoscendo tuttavia la complessità della situazione vissuta dai cittadini.
Il senatore Marco Croatti (M5S) ha utilizzato una metafora efficace per descrivere il comportamento dello Stato in questa vicenda:
«Lo Stato si comporta come un venditore che prende l’anticipo, prende il saldo, ma poi non si presenta dal notaio perché ha perso le chiavi della casa».
Anche il Partito Democratico, attraverso il senatore Alberto Losacco, ha optato per una posizione prudente.
«La certezza degli atti non può surrogare la certezza delle regole».
La posizione della Lega e la replica del proponente Rapani
Di segno opposto l’intervento del senatore Paolo Borghesi (Lega), che ha difeso l’impianto del provvedimento sostenendo che l’obiettivo è semplicemente quello di regolarizzare una situazione ormai consolidata.
Secondo Borghesi, la norma riguarda opere già esistenti prima del 1981 e non comporta nuovi oneri per lo Stato.
A chiudere il dibattito è stato il proponente della legge, il senatore Ernesto Rapani, che ha respinto con decisione le accuse di favorire nuova cementificazione.
«Non è assolutamente così, perché stiamo parlando di un patrimonio esistente... non si può parlare sicuramente né di nuove costruzioni né di cementificazione».
Praia a Mare, ora il testo passa alla Camera
L’approvazione del disegno di legge al Senato, accolta con applausi dall’Aula, rappresenta un passaggio importante per una vicenda amministrativa che si trascina da oltre quarant’anni.
Il relatore Orsomarso ha definito il provvedimento come il superamento di una situazione segnata da una «cultura un po’ feudale», per arrivare a una gestione amministrativa più moderna e lineare.
Il testo dovrà ora essere esaminato dalla Camera dei deputati, dove si attende il via libera definitivo che potrebbe finalmente chiudere una delle più lunghe e controverse vicende urbanistiche della costa tirrenica calabrese.

































