Scalea, vaccini: la prenotazione "scomparsa” dal sistema. Il caso sulla scrivania del ministro

Una prenotazione per il vaccino a "persona fragile” scomparsa nel nulla e la difficoltà ad inocularlo in un centro nelle vicinanze


SCALEA – 7 apr. 21 - Una storia di difficoltà nel sistema delle vaccinazioni che, in alcuni casi, non aiuta le persone cosiddette “fragili”. A raccontare la sua vicenda personale è un cittadino di Scalea, Giuseppe Cardillo, inviato per il vaccino, dal sistema, persino a Firmo, con tutte le difficoltà del caso. Ma, Giuseppe Cardillo, che da lungo tempo denuncia i problemi e le difficoltà nel settore della sanità dell'alto Tirreno cosentino, nella serie di telefonate effettuate ha anche rappresentato il suo “caso” alla segreteria del ministro chiedendo attenzione per tutte le categorie.

“Ancora una volta l'alto Tirreno cosentino viene abbandonato a sé stesso – commenta Giuseppe Cardillo - la mia disavventura per prenotare e ricevere il vaccino la dice lunga sulle difficoltà che siamo costretti a sopportare nell’alto Tirreno”. Già dallo scorso 24 marzo, Cardillo, ha iniziato la trafila burocratica, utilizzando la piattaforma con il numero verde. All'operatrice segnala la sua situazione ed il suo nome entra in lista d'attesa, come persona fragile. Anzi, l'operatrice aggiunge anche un sollecito, vista la situazione particolare. Non ricevendo risposta, Cardillo, riprova il 30 marzo. L'operatore conferma al cittadino che c'è già la prenotazione e che c'è anche un sollecito. Anche nel secondo caso, l'operatore unisce un nuovo sollecito alla richiesta. La situazione, purtroppo, si complica nella mattinata di ieri. Perché, il cittadino, non avendo ancora ricevuto alcun segnale, prende nuovamente il telefono e chiama al numero verde.



Con sommo stupore apprende dall'operatore che la prenotazione con vari “solleciti” è praticamente scomparsa. Non c'è alcuna prenotazione, né con il nome fornito nelle due telefonate precedenti e neanche con il numero della tessera sanitaria. Svanita ogni traccia delle precedenti conversazioni con gli operatori.

A, questo punto, il cittadino chiede di rifare una nuova prenotazione, magari inserendo un sollecito, come era stato fatto precedentemente, visto che si tratta di “persona fragile”. Arriva l'ulteriore doccia fredda. Non è possibile prenotare “per mancanza di disponibilità”. Ci sono sedi difficili da raggiungere dal Tirreno cosentino, come Firmo, o altre strutture anche fuori provincia. Nel pomeriggio, non essendo riuscito in mattinata, fa un ulteriore tentativo. Con il cap fornito, cioè quello di Scalea, non ci sono disponibilità. Mentre scorre la telefonata, l'operatore individua la possibilità di un vaccino a Praia a Mare: neanche il tempo di accettare, che la “casella libera” viene occupata da un altro cittadino.

“Una situazione complicata – commenta Cardillo – che si scontra con il trionfalismo di qualcuno. Nell'alto Tirreno cosentino parlare di sanità è un tabù”. Nel tardo pomeriggio, Cardillo riesce a contattare la segreteria del ministro Speranza. Racconta le peripezie. Chissà, se il racconto riuscirà a smuovere qualcosa, anche per tanti altri cittadini.



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