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Scalea, trasparenza sugli atti: si accende il dibattito fra consiglieri comunali

La questione del bilancio e la richiesta di copia degli atti, prima del consiglio comunale, sono oggetto di discussione sui tavoli della politica locale



SCALEA – 5 lug. 22 - Un mantello sugli atti in modo che i cittadini non possano sapere prima che se ne discuta in consiglio comunale. Il dibattito politico, a Scalea, da alcuni giorni verte sulla questione “trasparenza”. C'è chi intende mettere un velo sulla trasparenza, almeno fino all'approvazione, e chi invece ritiene che i cittadini, che hanno dato mandato all'amministrazione, debbano essere, sempre e comunque, messi a conoscenza di ciò che avviene in città. La questione, fra l'altro, nasce dalla discussione sul Bilancio, un atto che formalmente interesserebbe tutti i cittadini e che, di fatto, si racchiude ad una discussione di nicchia che diventa ancora di più tale se si pongono degli impedimenti. In un filmato girato nell'ultimo consiglio comunale, affermano i componenti del gruppo di opposizione, “Per Scalea”: “ c’è tutta la questione del diniego opposto dalla maggioranza a che il nostro gruppo avesse copia del bilancio da approvare. C’è il presidente Gaetano Bruno che, dopo aver negato tale diritto per iscritto, dice che: “non c’è la garanzia che gli atti inviati per email rimangano segretati”… Come se gli atti da approvare in consiglio – commentano dall'opposizione - costituiscano un segreto”. Nel corso della seduta consiliare, la segretaria ha spiegato: “non è prevista la trasmissione digitale da regolamento e allora abbiamo deciso di attenerci strettamente al regolamento consiliare che prevede la copia cartacea”.Ribattono dall'opposizione: “Affermazione non vera perché il regolamento (art. 40) prevede la copia e basta, senza distinzione tra analogico e digitale”. Viene poi raccontato un confronto diretto in comune tra il consigliere di opposizione Francesco Silvestri che alla richiesta di ricevere una copia degli atti avrebbe ricevuto la risposta negativa dell'assessore al ramo, Gino Russo. E, quest'ultimo, avrebbe affermato che la copia digitale “deve essere firmata da tutti gli undici responsabili per attestare la verità”. Secondo il gruppo di opposizione: “cosa assolutamente non vera, sia perché nessuno ha chiesto copia autentica, ma copia semplice; sia perché, in ogni caso, la conformità, se richiesta, l’attesta l’ufficio che rilascia l’atto, non tutti quelli che via hanno preso parte. Alla fine – commentano dall'opposizione - il sindaco, confondendo il diritto al rilascio di copia con la mera disponibilità degli atti, ha chiesto ai suoi di procedere ritenendo che non sia stato violato alcun diritto. Anche questo non è vero e chi non l’ha compreso avrà modo di comprenderlo. La verità è che noi avevamo chiesto una semplice copia del bilancio, magari su pendrive per evitare migliaia di fotocopie, e la maggioranza non ha voluto darcela perché, come dice il consigliere Gaetano Bruno “Non c’è garanzia che gli atti rimangano segretati”. La verità – concludono dall'opposizione - è che in questo, come in altri casi, le paure infondate e/o la mancata conoscenza delle norme da parte degli amministratori si trasformano in violazione di diritti per i cittadini”.



C'è una replica “social” del presidente del consiglio comunale, Gaetano Bruno. “Non è mai stata negata, da parte mia – scrive Bruno - la possibilità di consultare gli atti e/o di estrarne copia (che non spetta al presidente del consiglio fornire). Alla richiesta specifica di un invio via mail, è stato risposto di consultarli nella sede comunale, questo perché gli atti che devono essere votati in consiglio sono a disposizione dei consiglieri eletti e di nessun altro. Altre volte, purtroppo, documenti a disposizione dei consiglieri sono stati fatti circolare prima che venissero licenziati dagli organismi preposti. Qualsiasi cittadino interessato a ciò che viene deliberato in giunta o in consiglio ha a disposizione l'albo pretorio. Viceversa, per discutere dei provvedimenti in corso di validazione -afferma Gaetano Bruno - bisogna essere consiglieri eletti e partecipare alle sedute delle commissioni e del consiglio. Evidentemente i consiglieri del gruppo “Per Scalea” non hanno tempo da dedicare al loro ruolo per analizzare i documenti presso la sede municipale, ma questo non può essere tradotto come mancanza di trasparenza da parte del presidente del consiglio.

I documenti diventano pubblici dopo che sono stati votati. Pensare di farli circolare liberamente prima o di farli consultare da chicchessia, non è in linea con l'ordinamento democratico che affida agli organismi eletti il compito di valutarli, discuterli ed approvarli. Chiunque voglia continuare a speculare su questo tema è libero di farlo ma sta mentendo sapendo di mentire. Nessuna paura da parte mia e nessun diritto negato ai cittadini. Nessun segreto sul bilancio che sarà disponibile a chiunque voglia consultarlo così come è stato votato dal consiglio comunale”.



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