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Rischio infiltrazione mafiosa a Reggio Calabria: 6 Imprese in amministrazione giudiziaria

  • 7 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La Guardia di Finanza colpisce il settore edilizio: l'ombra dei clan e i dettagli dell'operazione Atto IV nel Lazio e in Calabria


Militari della Guardia di Finanza di Reggio Calabria durante un'operazione contro l'infiltrazione mafiosa nelle imprese edili.


3 marzo 2026 - ore 7.20



Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica guidata dal Procuratore Giuseppe Borrelli, ha dato esecuzione oggi a un provvedimento di amministrazione giudiziaria nei confronti di sei imprese operanti nel settore edile e immobiliare. La misura di prevenzione, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, ha colpito società con sedi tra la Calabria e il Lazio, per un valore complessivo stimato in oltre 10 milioni di euro, a causa di un accertato rischio di infiltrazione mafiosa legato a un imprenditore contiguo alla criminalità organizzata locale.



L’indagine patrimoniale e il legame con l’operazione “Atto IV”

Il provvedimento nasce da un'articolata attività d'indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria. Gli inquirenti hanno incrociato le risultanze investigative emerse nell'ambito dell'operazione "ATTO IV" del 2023, integrando il quadro con dichiarazioni di collaboratori di giustizia, testimoni e intercettazioni ambientali coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

L'analisi ha evidenziato come le attività imprenditoriali fossero inserite in un contesto di "economia criminale", dove il confine tra legalità e asservimento ai clan appariva estremamente labile.



Il profilo dell’imprenditore: “Buoni rapporti” con la mafia per lavorare

Secondo quanto stabilito dal Collegio che ha disposto la misura di prevenzione, la figura del soggetto proposto è emblematica di un sistema di convivenza forzata e consapevole. L'imprenditore viene descritto come un soggetto:

“ben conscio delle regole mafiose e del fatto che, per poter lavorare senza avere problemi su un territorio contaminato dalla mafia, dovesse mantenere 'buoni rapporti' con i mafiosi, nella convinzione che diversamente gli sarebbe stata preclusa ogni possibilità di lavorare o comunque, di lavorare in maniera proficua.”

Nonostante l'imprenditore fosse vittima di estorsione, gli accertamenti hanno rivelato una paradossale condizione di protezione da parte di una cosca egemone a Reggio Calabria. Un rapporto basato su reciproci favori, dove il capo del sodalizio informava l'uomo d'affari “delle sue attività estorsive e delle difficoltà che stava incontrando nel reperire denaro utile alla cosca e al mantenimento dei detenuti”.



Amministrazione giudiziaria: uno strumento per la bonifica dell’economia legale

La decisione di applicare la misura dell'amministrazione giudiziaria per infiltrazione mafiosa non mira alla chiusura delle aziende, ma al loro risanamento. Il Tribunale ha riscontrato una condizione di “intimidazione, di assoggettamento e di agevolazione mafiosa strutturale” che inquinava il libero mercato.

L'istituto dell'amministrazione giudiziaria ha infatti una finalità di bonifica e recupero:

  • Vigilanza preventiva: Controllo stretto sulle decisioni aziendali.

  • Reinserimento legale: Accompagnare le società fuori dal controllo dei clan.

  • Equilibrio costituzionale: Bilanciare la libertà d'impresa con la salvaguardia della legalità economica.

Questo percorso permetterà alle sei imprese coinvolte di operare nuovamente nell’alveo della trasparenza, eliminando il pericolo che i profitti del settore edile e immobiliare finiscano per alimentare le casse delle organizzazioni criminali.



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