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Scalea, lunga storia di maltrattamenti: annullata la custodia cautelare ad un uomo

Le indagini difensive dell'avvocato penalista Antonio Crusco hanno portato alla decisione del tribunale della libertà di Catanzaro di annullare la custodia cautelare per un uomo di Scalea, accusato di gravi episodi di maltrattamenti verso la compagna


SCALEA – 6 feb. 21 - Una storia di violenza che potrebbe rivelarsi un boomerang per la vittima. Le indagini difensive dell'avvocato penalista, Antonio Crusco, hanno portato all'annullamento della custodia cautelare inflitta ad un professionista di scalea. La storia è di quelle burrascose e le vicende oggetto di indagine risalgono al 2015. Ieri il Tribunale della Libertà di Catanzaro, ha accolto in toto il riesame proposto dall’avvocato penalista Antonio Crusco del foro di Paola, difensore del noto professionista di Scalea.

LA STORIA

All'inizio delle vicende giudiziarie c'è la denuncia presentata da una donna, compagna del professionista. Agli atti, sin dall'inizio della storia, gravi maltrattamenti in famiglia, tant'è che la procura di Paola ha iscritto l'uomo nel registro degli indagati. All'attenzione dei carabinieri di Scalea anche i fatti accaduti in un luogo pubblico. La procura è arrivata anche a chiedere ed ottenere una misura cautelare per il professionista, con la contestazione del reato di maltrattamenti in famiglia, con ben due circostanze aggravanti dell’aver commesso il delitto in danno di una persona in stato di gravidanza.

L'uomo, nel mese di dicembre 2015, avrebbe anche minacciato di uccidere la convivente, affermando che se non avesse abortito le avrebbe iniettato droga nel sonno. L'avrebbe obbligata ad interrompere la gravidanza, insultandola e sminuendola quotidianamente: “senza di me sei persa; una dose sbagliata e sei morta e poi potrai solo prostituirti”; Stessa situazione si sarebbe ripresentata anche nel 2016, ulteriori minacce e l'obbligo di versare 15.000 euro provenienti da un fondo fiduciario destinato alla nonna della donna di Scalea sul conto corrente a lui intestato. Una situazione complicata con maltrattamenti e minacce.



Nel dicembre del 2016, nuovamente avrebbe costretto la donna ad interrompere un’ulteriore gravidanza. Nel 2017 avrebbe indotto la donna a proseguire la relazione, nonostante le intenzioni fossero di interrompere la storia. A novembre 2018 le avrebbe procurato un terzo aborto, colpendola sulla pancia. L'avrebbe costretta con continue minacce a riallacciare la relazione. In una occasione le avrebbe anche fatto perdere il posto di lavoro in un'altra città. E avrebbe procurato anche una quarta interruzione di gravidanza. Nel 2020 sono agli atti numerosi fatti di violenza, comprese minacce di morte e numerosi episodi di costrizione a compiere atti sessuali. Si evidenzia agli atti un ulteriore episodio con l’interruzione di una quinta gravidanza.

LA MISURA CAUTELARE

Il Gip di Paola, ha quindi applicato, lo scorso 18 gennaio, la misura cautelare a carico dell’uomo di Scalea, eseguita dai carabinieri. Il professionista, ha nominato, quale suo difensore di fiducia l’avvocato penalista Antonio Crusco del foro di Paola. Quest'ultimo ha avviato corpose investigazioni difensive. Ha convocato e sentito diverse persone. Conferito anche l'incarico ad un docente e criminalista per effettuare un’indagine tecnico-informatica su ogni rapporto epistolare e su tutti i messaggi che la donna e l’uomo di Scalea si scambiavano su Instagram.

INDAGINI DIFENSIVE

L’avvocato penalista Antonio Crusco, ha quindi proposto riesame al Tribunale della Libertà di Catanzaro, depositando una corposa memoria con le indagini difensive allegate: consulenza informatica riguardante i messaggi scambiati tra l’uomo e la donna di Scalea; contratti di lavoro dell’uomo, analisi tecnico bancaria degli estratti conto dell’uomo, sommarie informazioni ricevute da diverse persone di Scalea e di Cosenza. Il legale ha posto in evidenza palesi contraddizioni nelle denunce della donna che contrasterebbero con altri atti investigativi. Al deposito delle indagini difensive e della memoria, al termine di una lunga arringa dell’avvocato Antonio Crusco, la richiesta dell’annullamento dell’ordinanza custodiale emessa dal Gip di Paola per “la assoluta insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza”. Richiesta anche l'immediata revoca della misura cautelare applicata al professionista di Scalea, invocando la totale innocenza. Ieri, il Tribunale della Libertà di Catanzaro, in totale accoglimento di tutte le argomentazioni del penalista Antonio Crusco, ha annullato l'ordinanza inflitta al professionista.



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