Riviera dei cedri: IdM punta all'unione dei comuni

Da Grisolia, Giovanni Servidio, coordinatore alto Tirreno IdM, lancia la proposta indirizzata ai sindaci



GRISOLIA – 30 giu. 22 - Dal centro dell'alto Tirreno arriva la proposta dell'unione dei comuni della Riviera dei cedri. Giovanni Servidio, coordinatore dell'alto Tirreno di Italia del meridione e consigliere a Grisolia ritiene che sia importante inserire il tema delle autonomie locali nell’agenda politica. “Quotidianamente – commenta - si sente parlare di semplificazione, razionalizzazione e riorganizzazione, al fine di attivare un processo di riordino istituzionale e di stabilizzazione della finanza pubblica, ma senza che ciò comporti un effettivo processo di riforme che viri in questa direzione”. Secondo Servidio, l’obiettivo deve essere: erogare servizi adeguati e di qualità ai cittadini, oltre che promuovere una governance del territorio più appropriata ed efficace. “L’invito - afferma Servidio - è rivolto a tutti i sindaci, a riflettere profondamente sul tema e quindi sulla possibilità di attivare il processo di formazione dell’unione dei comuni della riviera dei cedri. A tal fine, promuoveremo, a breve, un tavolo di concertazione sul tema, dove tutti i sindaci dell’area, saranno invitati a dare il proprio contributo sulla possibilità di avviare l’iter procedurale atta alla gestione e promozione del nostro comprensorio in forma associata”.



C'è la convinzione che il ricorso ad una forma associativa, come “l’unione dei comuni”, “garantirebbe al territorio uno sviluppo economico e sociale tale da rendere l’alto Tirreno un unicum omogeneo capace di offrire tutti quei servizi che oggi mancano o risultano carenti. Ci troviamo di fronte un comprensorio che, in termini di servizi offerti, viaggia a diverse velocità. Ciò deriva dal fatto che ciascun ente deve adeguare il proprio raggio d’azione in riferimento alle risorse, umane e non, disponibili. Le Unioni, proprio perché si rivolgono ai piccoli Comuni, potrebbero favorire nuove attività amministrative come ad esempio la creazione di piccoli poli di gestione documentale e conservazione digitale oppure di banche dati inter operabili e condivise sul patrimonio informativo, al fine di attivare prestazioni agli utenti, sempre più focalizzati sulle loro esigenze specifiche e perseguire lo sviluppo, non solo economico, ma anche sostenibile del territorio”.



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