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Cetraro, caso Losardo, l'amministrazione sarà parte attiva

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  • 13 lug 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Cetraro, riaperte le indagini sul'omicidio Losardo, il sindaco Aieta: “Saremo parte attiva”. Raffaele Losardo: “Chi sa, parli”

Il sindaco di Cetraro, Aieta
Giuseppe Aieta

Cetraro, 13 luglio 2025 - Una ferita aperta da 45 anni torna a far parlare di sé lungo la costa tirrenica cosentina a Cetraro: è quella lasciata dall’omicidio di Giannino Losardo, avvenuto la sera del 21 luglio 1980. Oggi, grazie alla decisione della Procura della Repubblica di Paola, il caso Losardo viene ufficialmente riaperto, nella speranza di far luce su un delitto ancora senza giustizia.

Una notizia che ha subito generato grande attenzione, soprattutto tra chi da anni attende una verità mai arrivata. A partire dai familiari. Raffaele Losardo, figlio di Giannino, ha lanciato un appello forte, diretto, senza filtri:

«Speriamo che chi sa parli – ha detto Raffaele Losardo – che sia arrivato il tempo di dire la verità. Ogni tanto mi chiedo come certe persone riescano a decidere di scendere nella tomba portandosi dietro carichi di coscienza così pesanti. Arrivate alla fine della loro vita, certe persone potrebbero provare a dire la verità».


Il sostegno del Comune di Cetraro: "Pronti a costituirci parte civile"

Sul fronte istituzionale, non si è fatta attendere la posizione del Comune di Cetraro, rappresentato dal sindaco Giuseppe Aieta e dall’intera amministrazione comunale. In una nota ufficiale, l’Ente si dice pronto a sostenere l’iniziativa del procuratore capo Domenico Fiordalisi, con la concreta intenzione di costituirsi parte civile in caso di processo.

“Il sindaco e l’amministrazione comunale di Cetraro – si legge in una nota – hanno accolto con particolare interesse ed attenzione la notizia, diramata dalla stampa, della riapertura delle indagini, da parte della Procura della Repubblica di Paola, sul delitto di Giovanni Losardo, con la speranza che dall’esito di tale attività possano emergere elementi giudiziari certi su un delitto che ha segnato in maniera profonda la vita della nostra comunità e del Tirreno cosentino. L’amministrazione comunale (si è associato anche l'intero consiglio) ribadisce che il Comune di Cetraro, da sempre impegnato nelle battaglie per la difesa della legalità ed il contrasto al fenomeno mafioso, sarà anche in questa occasione parte attiva per consentire il trionfo della giustizia anticipando fin da ora la costituzione di parte civile qualora si pervenisse ad un giudizio”.


Un appello alla coscienza collettiva

La riapertura del caso Losardo rappresenta una nuova opportunità per fare giustizia e chiudere una delle pagine più oscure della storia recente del Tirreno cosentino. Resta forte l’appello del figlio, Raffaele, che richiama la responsabilità morale di chi potrebbe fornire anche solo una piccola ma decisiva informazione:

«Chi sa, parli. È tempo di liberarsi di questo peso. La verità è un atto di coraggio verso la storia e verso se stessi».

A 45 anni da quel tragico 21 luglio 1980, la speranza di conoscere la verità sul caso Losardo torna a farsi largo.



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