Cetraro, il covo del latitante Scornaienchi: armi, maschere e contanti nel rifugio
- miocomune.tv
- 15 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min

Diffuse le immagini del nascondiglio usato da Giuseppe Scornaienchi: un ambiente organizzato alle porte di Cetraro. I dettagli dell’operazione e il contesto criminale sotto la lente della Dda
9 gennaio 2026
Un rifugio attrezzato, armi pronte all’uso, contanti, droga e persino una maschera facciale in silicone per alterare i tratti somatici: è quanto emerge dal video diffuso dalle forze dell’ordine, carabinieri e Guardia di Finanza, che documenta l’interno del covo utilizzato a Cetraro da Giuseppe Scornaienchi, il 35enne arrestato nelle campagne dopo mesi di latitanza.
Le immagini mostrano un ambiente tutt’altro che improvvisato: uno spazio confortevole, ben organizzato, che lascia intuire una presenza stabile e prolungata del fuggitivo. All’interno del rifugio, individuato in una zona rurale alle porte del centro abitato, i militari hanno rinvenuto due pistole, munizioni, un grosso coltello, ricetrasmittenti, parrucche, bigliettini, oltre a una ingente somma di denaro contante di vario taglio e sostanze stupefacenti.
Il covo di Scornaienchi nelle campagne di Cetraro
Il blitz è stato condotto dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, in sinergia con il Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro, lo Scico e lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Un’operazione interforze che ha portato alla cattura di un soggetto ritenuto di elevata pericolosità, ricercato dal 25 settembre scorso.
Il materiale sequestrato rafforza l’ipotesi investigativa di una latitanza pianificata nei minimi dettagli, con strumenti utili sia alla difesa armata che al travisamento dell’identità, elementi che rendono ancora più significativo il risultato ottenuto.

Le reazioni istituzionali: “Segnale chiaro della presenza dello Stato”
L’arresto ha suscitato reazioni immediate ai massimi livelli istituzionali. La sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro ha parlato di «un risultato di grande rilievo nella lotta alla criminalità organizzata», sottolineando come l’operazione rappresenti «un segnale chiaro della presenza forte e determinata dello Stato sul territorio».
Parole di apprezzamento anche dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, che ha definito la cattura «un’ennesima, importante vittoria dello Stato contro la criminalità organizzata calabrese», evidenziando «l’elevatissimo livello di professionalità e capacità investigativa delle forze dell’ordine».
Sulla stessa linea la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, che ha rimarcato l’efficacia della collaborazione interforze e del coordinamento della Dda, parlando di «un duro colpo inferto alla criminalità organizzata».
Il contesto criminale sotto indagine
Il nome di Giuseppe Scornaienchi compare in diversi fascicoli aperti dalla Dda di Catanzaro. Un filo rosso di intimidazioni, incendi dolosi e fatti di sangue che attraversa il Tirreno cosentino e che ha generato un clima di forte pressione criminale.
Tra gli episodi più gravi, l’attentato alla discoteca “Il Castello” di Sangineto, avvenuto il 14 agosto scorso in pieno giorno, e l’omicidio di Giuseppe Corallo, ucciso a colpi d’arma da fuoco all’interno di un’officina lungo la Statale 18. Eventi che restano al centro delle indagini e che contribuiscono a delineare il profilo di un territorio attenzionato dagli inquirenti.
La cattura del latitante, avvenuta senza che si fosse mai realmente allontanato dall’area, rappresenta ora un passaggio chiave per fare piena luce su una stagione di violenze e intimidazioni che ha profondamente scosso la comunità locale.


































