Resta la Zona Rossa, rigettata l'istanza della Regione Calabria dal Tar collegiale del Lazio

Il rinvio della discussione collegiale, per vie brevi, era stato disposto lo scorso 7 novembre

CATANZARO – 19 nov. 20 – Respinto dal Tar del Lazio il ricorso della regione Calabria contro la Zona Rossa. Come si ricorderà, il Tribunale amministrativo regionale aveva Rigettato, lo scorso 7 novembre, il ricorso della Regione Calabria. Aveva però accolto la richiesta di riduzione dei tempi processuali per la trattazione collegiale dell'istanza cautelare.

La decisione del tar riunito in forma collegiale è la stessa: l'istanza cautelare è stata respinta. Resta quindi a pieno titolo, almeno per la giustizia amministrativa regionale, la zona rossa in Calabria. Nella decisione pubblicata oggi dal Tar Lazio si ritiene: “che il ricorso non presenta sufficienti elementi di favorevole apprezzamento”. Le censure sono formulate genericamente; Non c'è violazione della norma, poiché l’ordinanza del Ministero della Salute del 4 novembre 2020 è motivata “per relationem”; “gli unici dati utilizzabili per decidere sulla applicabilità nei confronti della Regione Calabria delle misure di contenimento, di cui all’art. 3 del DPCM impugnato, appaiono quelli presenti nel report n. 24 fornito dall’Istituto Superiore della Sanità”; e ancora: “non risulta, in proposito, condivisibile la tesi della Regione secondo cui l’analisi si sarebbe dovuta basare sul successivo report n. 25, che è stato pubblicato successivamente all’adozione dell’ordinanza ministeriale gravata; e ciò in quanto il Ministero della Salute non avrebbe potuto legittimamente adoperare dati non ancora consolidati e validati, contenuti in una mera bozza preliminare”; “appaiono, poi, sussistere i presupposti per l’applicazione alla Regione Calabria delle misure restrittive di cui all’art. 3 del DPCM, vale a dire la presenza di uno “scenario di tipo 4”, in ragione della presenza di un indice Rt superiore a 1,5 e con livello di rischio alto”. Anche la classificazione a rischio “alto” della regione Calabria non è dipesa da valutazioni discrezionali del Ministero, ma dall’applicazione di parametri predefiniti, e in particolare di quelli da cui si desumeva la presenza nella Regione di criticità dei servizi sanitari territoriali”. Il Tar sostiene che: “la domanda cautelare è anche sfornita del prescritto requisito del pregiudizio di un danno grave e irreparabile, tenuto conto che l’ordinanza impugnata cesserà di produrre i suoi effetti il prossimo 21 novembre”.

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